lunedì 13 dicembre 2010

con che voce parlasse, con quale voce poi cantava.

Seavessi ha passato il solito weekend single-mode con alti e bassi.

Di seguito gli Alti.

1998, fu negozio Ricordi di Torino, un pomeriggio d’autunno. Una giovine e raggiante Seavessi si palesa alla cassa con le mani piene di cassette (ormai non le sente quasi più nessuno ma sulla vecchia autoradio vanno ancora bene) di Guccini.
20 cassette 20mila lire, in contanti, altro che mastercard. E camminare a un metro da terra perché _adesso le ho tutte!!!

2010, liguria, un pomeriggio d’estate. Una perplita Seavessi cede all’attacco congiunto di NonnaG e Infanta, e si decide comprare un generico cd di Uacauaca, accessorio (pare) imprescindibile per una duenne che voglia fare vita mondana in spiaggia. Immediatamente Seavessi immagina, con terrore, un’Infanta ventenne Sciachireggiante al GF 32.


Un cd semitarocco in edicola, 9 euri e 90. E un po’ di rassegnazione.

12 Dicembre 2010, Seavessi-casa interno giorno.
Seavessi stira e l’Infanta mette a letto tutto il serraglio pùesco. Tutti in fila sul pavimento della cucina, li copre con un asciugamani bello rubato in bagno, e dice _adezzo vi canto la ninnananna.
E canta.

No, non ha prezzo.

venerdì 10 dicembre 2010

True colors

Ogni genitore in cuor suo SA che arriverà quel momento. Ovviamente lo sa anche Seavessi, e come da copione ha cominciato a preoccuparsene quando ancora l’Infanta la prendeva a calci dal di dentro.
Il momento in cui l’amata progenie comincerà a fare domande imbarazzanti, in genere prive di risposta o almeno prive di risposte agibili per gente alta meno di un metro.

Qualche anima pia all’epoca rassicurò Seavessi, prospettandole che la temuta epoca dei pecché cominciasse intorno ai quattro anni.

Se lo dicono anche a voi, non credeteci. E’ una vile menzogna.

Seavessi se n’è accorta qualche mese fa, orecchiando una conversazione fra l’Infanta e NonnoG, in cui l’Infanta se ne uscì con un _NonnoG tu zei un mazchietto? Allola hai il pizellino? Fai vedele!!!
NonnoG ne uscì traumatizzato e fuggì lasciando dietro la nuvoletta di polvere come il BipBip, e Seavessi seppe che la pacchia era finita.

In realtà, però, Seavessi non temeva tanto le domande pizellino-oriented, quanto le domande sul colore della pelle dei compagni di nido/asilo;  questo perché Seavessi si sentiva più messa alla prova, sentiva di dover trovare risposte meravigliose che spiegassero il valore di un azilo multietnico e la bellezza di avere come amichetti sia Chiara che Fafàn che Eduard.



Ovviamente l’occasione per certi discorsi capita sempre quando una pensa a tutt’altro, ed è così che l’altra sera tutti gli imperativi morali di Seavessi hanno suonato il campanello, sotto forma di ragazzo portatore di pizza.

L’Infanta si precipita, mentre Seavessi infila una felpa e va alla disperata ricerca del portafogli che qualcuno alto meno di un metro ha saccheggiato per giocare alla cassa del supermercato.
Aprono e fanno entrare il portatore di pizza, dai colori scuri e dai tratti evidentemente mediorientali.

Infanta _ciao! Io mi chiamo Infanta, tu come ti chiami?

Tipodellapizza (con fortissimo accento straniero) _ciao, io mi chiamo Achmed!

Infanta _ e come zi chiama la tua mamma? e il tuo papà? E la tua nonna?

Achmed (perplesso) _ ehm... signora sono 18 euro...

Achmed esce di scena

L’Infanta guarda Seavessi coi grandi occhioni interrogativi spalancati. 
Seavessi sente arrivare il domandone finale, si prepara, ecco, le ripassa mentalmente davanti agli occhi qualunque tipo di lettura abbia fatto sull’integrazione in età scolare,  quanto sono buoni gli involtini primamera e le parte in testa un incongruo we are the world we are the children, ecco, Seavessi e pronta...

Infanta _mamma ma Amèd...

Seavessi _sì dimmi amore mio...

Infanta _mamma dizèvo, ma Amèd... di che colole è casa sua?

Infanta, sei melavilliosa.




giovedì 9 dicembre 2010

Ladies and gentlemen, from Los Angeles California: LA RECITA!

La Seavessi che blogga questa mattina non è la stessa rintronata che ha scritto scempiaggini fino a due giorni fa. Ooooooooooh no.

La Seavessi di stamattina è una donna e mamma matura e sdoganata, ricca di esperienza e di saggezza.

Seavessi, infatti, ha superato martedì pomeriggio la vera prova di iniziazione alla mammitudine, la sfida che permette ad una citrulla qualunque che ha partorito di mettere su la faccia saputa e bullarsi con le non ancora iniziate.
Seavessi, martedì pomeriggio, ha fatto il suo primo

(colonna sonora de Lo Squalo, please)



COLLOQUIO CON LE INSEGNANTI.

(standing ovation)

Graziegraziegrazie, non me l’aspettavo anche se abbiamo lavorato duramente per arrivare qui, ringrazio tutto il mio staff, MaritoNP senza il cui contributo non sarei qui (in effetti...), ZiaBella che ha curato il look, Gì che ha ascoltato in anteprima, grazie ancora e saluto tutti quelli che mi conoscono.

Vado a esplodere l’episodio.

Colloqui  dalle ore 16.45 alle ore 18.45.

All’alba delle 15.30 si palesa NonnoG, dicendo _così puoi prepararti. Seavessi si perplime, perché contava di andare al colloquio in jeans e maglietta, e la scuola dista 6 minuti a piedi da casa, comunque prende il caffè con NonnoG.
Appena l’Infanta si sveglia si butta su NonnoG, che ha visto il giorno prima, con l’aria di chi ritrova un parente dato per disperso in Russia nel ’43. I due si danno alla lettura, Seavessi resta sola con se stessa e 40 minuti di anticipo.

Ore 16.40 Seavessi arriva a scuola, dove per prima cosa deve cercare di capire se l’Infanta è una Farfalla o una Coccinella, le due avverse fazioni sezioni. Un’Altramamma nota lo sguardo da triglia lessa di Seavessi, si palesa come rappresentante di classe e le chiede 7 euro per il regalo alle bidelle. Oooooh yes.

Ore 16.50 Seavessi ha capito che l’Infanta è una Coccinella, si rilassa e si mette in coda, davanti ha solo altre due mamme, e nel frattempo è arrivata una Mammaamica. Tutto sembra volgere al meglio.
In quel momento arrivano due nonni, che si guardano intorno con aria rapace, chiedono se possono passare davanti, gli viene riso in faccia;  dopodichè si gettano tipo giaguari su Seavessi e Mammaamica, e le inseguono in giro per l’azilo raccontando le prodezze del nipote, che consistono in cose tipo _pensi, quando io entro in casa lui mi dice CIAO! Non è incredibile?

Seavessi e Mammaamica stanno ormai tirando a sorte per decidere a chi tocca sparare all’altra per poi suicidarsi, quando ore 17.35 finalmente tocca a Seavessi.

Seavessi entra nell’aula lanciando un ultimo sguardo a Mammaamica circondata dai due nonni, e sentendosi tipo Rose che guarda Jack sprofondare in acqua alla fine di Titanic.

Seavessi entra, si siede, convenevoli con le due maestre.

Seavessi _e allora come va?

Maestre _ oooh sì, tutto bene, ormai non piange proprio più, gioca con tutti, mangia bene senza sporcarsi più che tanto, è allegra e entusiasta.
......
Seavessi _ehm... c’è qualcosa che dovrei sapere?

Maestre _oh, no, no, tutto bene.

Come tutto bene e la faccia da _ci vediamo a gennaio? Quella prima di me è stata dentro 40 minuti e a me mi liquidate in 18 secondi? Cosa sono, la figlia della serva? Eh no eh! Io voglio sapere, interessarmi, dissertare, fare vedere che sono una mamma partecipe!!!!
La maligna Seavessi sfodera l’artiglieria pesante.

Seavessi _eh, e ditemi... e la RECITA DI NATALE???

Maestre (illuminandosi) _ oh sì la recita!!!!

Immediatamente le due maestre si trasformano in promoter e snocciolano informazioni sulla recita.

MaestraN _bene sono felice che ce l’abbia chiesto, dunque facciamo tre prove generali, il 16 il 17 e il 20, la recita è il 21 alle 14.30, vietato fare foto e filmare perché viene il fotografo e uno che fa il filmato, vietato mettersi in piedi sulle finestre perché i bambini si distraggono e sbagliano i balletti, i cancelli aprono alle 14.00, non si tengono i posti chi prima arriva si siede davanti.

Seavessi si chiede che razza di girone infernale sia una recita di Natale in cui bisogna vietare di mettersi in piedi sulle finestre
Ad ogni modo non si scompone; ha anni e anni di concerti di Vasco alle spalle, e probabilmente si metterà davanti ai cancelli la sera prima col sacco a pelo, aspetterà che arrivi un papà chitarra-munito, e passeranno la notte in attesa cantando Albachiara.




lunedì 6 dicembre 2010

More than words

Maggio 2010, data indeterminata

MaestraS _eh signora Seavessi... sì in effetti c’è una sperimentazione per fare entrare gli Infanti alla materna al compimento dei due anni e mezzo, ma son tanto piccoli... sì se vuole io le accetto la domanda, ma guardi che deve essere spannolinata, o almeno parlare abbastanza bene da chiedere di andare in bagno... e poi inserendola a metà novembre, insomma (sottinteso rompe un po’ le pelotas), noi siamo in piena preparazione della Recita di Natale (con tutte le maiuscole)...

Seavessi si sente una cacchina ma presenta la domanda lo stesso. Si crogiola nei dubbi: l’Infanta sarà abbastanza spannolinata? Saprà parlare abbastanza bene? Che livello favellatorio è richiesto per la sezione Primavera della materna? Imbroccherà i congiuntivi? Nel dubbio, immediatamente le viene una congiuntivite psicosomatica.

Settembre 2010, data indeterminata

MaestraS _sì signora Seavessi... sì le confermo la sperimentazione della materna a due anni e mezzo... ecco però no, non trovo più la sua domanda... no Seavessi non faccia gli occhi da Psycho, rifacciamo la domanda, intanto poi deve portarla alla direzione didattica, che si trova in un regno lontano lontano oltre tre montagne incantate difesa da un drago sputafuoco e naturalmente nessuno le saprà indicare gli orari;  dicevo deve portare in direzione didattica la domanda di iscrizione firmata, l’autorizzazione per tutte le eventuali gite fino alla maturità, il foglio per fare religione, il foglio per NON fare religione, il foglio per la mensa, il foglio per gli orari del prescuola, pazienza se non lo fa lo porti lo stesso, il foglio per le allergie, il nulla osta della pediatra e tre foto tessera della bambina (abbiamo già parlato mi pare di cosa comporti fare delle fototessera a un Infante), e già che c’è anche un certificato di esistenza in vita di sua cognata.
E comunque Seavessi... le dicevo che inserendola a metà novembre, insomma (sottinteso rompe un po’ le pelotas), noi siamo in piena preparazione della Recita di Natale (eccheè, la dovete mandare al Sundance Film Festival sta recita?)... non sappiamo come parla la bimba, magari non gliela facciamo fare la Recita di Natale (con tutte le maiuscole)

A Seavessi parte un chìssenedellaRecitadiNatale, le vengono N paranoie perché teme che l’Infanta dica _Se avrei, o faccia scena muta e rovini la Recita di Natale azzerando le possibilità di detta recita di vincere il Sundance o almeno un Orso d’Oro. Nel dubbio, immediatamente le viene una gastroenterite psicosomatica.

6 Dicembre 2010, ore 8.24

_aaaaah Seavessi... sì l’Infanta si è inserita benissimo... c’è solo una cosa... l’Infanta NON STA ZITTA...  parla e commenta di continuo... anche quando facciamo il Balletto dei Fiocchi di Neve (per favore leggetelo con reverenza come se cui fosse scritto Lo Schiaccianoci). Bisogna un po’ farglielo capire, sa la è la Recita di Natale (con tutte le maiuscole)...

Ora MaestraS, parliamone.

La volevi spannolinata e te l’ho spannolinata.

Volevi che fosse in grado di fare la Recita di Natale (con tutte le maiuscole) e l’Infanta è un Fiocco di Neve da notte degli Oscar.

La volevi parlante? 

E adesso, che non tace per 6 secondi di fila neanche quando dorme, la stai a sentire.






venerdì 3 dicembre 2010

Friday blues

Ci sono giorni che proprio non va.

Generalmente, per Seavessi, questi giorni sono i venerdì.
Ma nooooooo il venerdì? Il venerdì è bello, è il giorno prima del week end, giorno di aperitivi e anche un pochino di cazzeggio, perché il venerdì?

Perché il venerdì Seavessi è stanca di tutta la stanchezza della settimana, e ha, davanti, la prospettiva di 48 ore non-stop con l’Infanta, e se da una parte questo la rende felice dall’altra le sembra di dover attraversare il Mar Rosso senza che nessuno le abbia insegnato come dividere le acque. 
E non bastasse, A Seavessi sembra che il resto del mondo sia composto di famigliole felici che vanno a fare la spesa insieme tenendosi per mano e guardandosi negli occhi con ammmmore.

Seavessi in cuor suo sa che alla fine, un po’ giocando un po’ facendo la spesa un po’ coi nonni, alla fine si porta a casa anche questa partita,  nondimeno al venerdì mattina non può fare a meno di essere in uno stato d’animo abbastanza desolato.

Adesso però, siccome è una mamma, Seavessi ingoia il magone e trova qualcosa di allegro per farsi passare le paturnie.

Ecco, per esempio, Seavessi può andare a prendere il tè con Wondermary, che le elenca  a quante partite di campionato dei suoi figli dovrà assistere nei prossimi giorni al freddo e al gelo, al preciso scopo di fare Sentire Seavessi molto fortunata col suo WE da mamma singlemode-ma-al-caldo.

E come ciliegina sulla torta, Wondermary ha spifferato a Seavessi di aver conosciuto uno che conosce un altro che di lavoro fa quello che mette le cimici per le intercettazioni ambientali, fatto su cui Seavessi e Wondermary, che si sono sparate dritte in vena non si sa quante serie di Distretto di Polizia e ancora portano il lutto per Mauro Belli, potranno fantasticare per giorni interi.

GrazieSignoreGrazie per le colleghe simpatiche.



giovedì 2 dicembre 2010

Like a Rolling Stone

Oggi 2 dicembre 2010 ore 8.29, data stellare 2212082.1347031966 (almeno secono il calcolatore che ho trovato con San Gugol), dicevo questa mattina l’Infanta non ha pianto al momento dei disperati addii all’azilo.

Seavessi non riescce a farsene una ragione, sente solo il bisogno di stappare qualcosa di alcolico, foss’anche un Amaro del Carabiniere, per celebrare l’evento, e pazienza se sono le 9.11 di mattina (data stellare 2212082.170852359).

Esplodo l’episodio:

Seavessi e MammadiA, altra bimba appena inserita, hanno appena completato l’arduo compito della vestizione, compreso il ritiro nei microarmadietti degli enormi giacconi invernali della prole, che già lì quando hai finito pensi che la parte dura della giornata è passata.

Stanno per dare la stura al goodbye-time, quando MaestraN le chiama e le fa entrare nell’azilo. Siffatta regal concessione è dovuta alla necessità impellente di discutere del Balletto dei Fiocchi di Neve alla Recita di Natale, attività in cui pare che l’Infanta e A. Abbiano  dimostrato particolari doti ballesche.

Seavessi e MammadiA si guardano come dire _lo sapevo che me l’avevano scambiata nella culla (Seavessi danza con la leggiadria di uno scaldabagno).

Ringalluzzite dal fatto di aver generato due degni e dignitosi Fiocchi di Neve, Seavessi e MammadiA  baciano  le rispettive Infante e si girano per andare verso l’uscita...

Improvvisamente si rendono di essere circondate da sorridenti Infanti salutanti e  mandanti baci con le manine, Infanta e A. incluse.


Percorrono i pochi metri che le separano dall’ingresso fra due ali di Infantesca folla osannante, e immediatamente Seavessi si sente come gli U2 live in Dublin, e sentendosi molto Bono cerca di improvvisare agli Infanti un discorso sul debito dei paesi poveri.

MammadiA con molto buonsenso la trascina via e la porta al bar per un caffè celebrativo.
Le due hanno l’aria talmente felice che il barista offre lui.

Ain't love the sweetest thing?

mercoledì 1 dicembre 2010

At my most beautiful

Ieri sera Seavessi è arrivata a casa dal lavoro molto, molto tardi.

Ha aperto la porta e trovato l’albero di Natale acceso, perché l’Infanta non afferra l’utilità di un albero di Natale spento e si risente se le lucine sbrilluccicanti non sbrilluccicano come è loro compito e dovere.

Seavessi ha posato la borsa e si è tolta il piumino, poi è andata in cucina e ha trovato il tavolo preparato e varie ed eventuali vettovaglie pronte per la cottura, che le ha ricordato che MaritoNP, fortunatamente, a volte è Marito e basta.

Sul tavolo ha anche trovato un meraviglioso dizegno, che le ha aperto il cuore, essendo la dimostrazione che per sua fortuna L’infanta non ha preso da sua madre, la quale disegna solo omini che sembrano zanzare sgnaccate sul muro.
L’Infanta ha dizegnato sè stessa e Seavessi, invero con l’aria un po’ depressa, ma (come aveva preventivamente annunciato per telefono) con le manine e le zabattìne.



Poi Seavessi è andata in camera da letto, e ha trovato la luce della lampada accesa, e MaritoNP in un angolinissimo del lettone e l’Infanta allargata a stella marina che occupava l’80% dello spazio disponibile.

Li ha trovati meravigliosi e bellissimi, e in testa le sono partiti i REM

At my most beautiful

I count your eyelashes, secretly
With every one, whisper I love you
I let you sleep


Seavssi, stanca all’inverosimile, si è sentita molto, molto fortunata.

Ha acchiappato pigiama e biancheria e con passo da Pantera Rosa si è girata per andare a fare la doccia.

Infanta_MAMMAAAAAAAAAAA!

Seavessi _sì amore mio

Infanta _pelchè non eli qui? Dove eli?

Seavessi, con voce tremante_ (oddio ha ragione devo darmi delle priorità non posso tornare così tardi povera piccola non l’ho vista tutto il giorno non l’ho neanche messa a letto oddio che mamma di cacca che sono povero amore mio) amore mio bellissimo la mamma era al lavoro...

Infanta _mamma ti devo dile una coza

Seavessi _dimmi tesoro mio caro (e perdonami se ti trascuro e se adesso avrei solo voglia di farmi una doccia e mangiare qualcosa e poi dormire senza neanche sognare che son troppo stanca, dimmi tutto amore mio che la mamma è qui per te)

Infanta _ zài che L. (compagnetto dell’azilo) ha vomitato i gnocchi vèldi?


Buonanotte, Infanta.



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