giovedì 13 giugno 2013

Breakthru

E come anticipato, e come mi girava in testa da un po' di tempo, e  un po' a caso come vengono molte cose, ho il piacere di annunciarvi che da oggi trasloco qui


Spero di non perdere nessuna per strada, in fin dei conti vado solo a... un clic di distanza! Quindi non mi sembra il caso di dare la stura a saluti, addii e nostalgie canaglie e assortite.
Una cosa, mi piacerebbe; soprattutto chi non commenta mai, ma non solo venite a farmi ciao di là, anche senza scrivere niente di particolare? si sa, le case nuove sanno sempre un po' troppo... di nuovo, è meglio riempirle subito di amici!





mercoledì 12 giugno 2013

Lo zen chez moi.

Disse un giorno il maestro Visamarachanda al suo discepolo Visagurubandana (chi li becca questi nomi?):

"E' proprio dei giovani come te ricercare la serenità e l'equilibrio spirituale nella contemplazione di mari calmi, fronde ventose, spa con idromassaggio e cromoterapia.

Ma serenità, quella che ti fa sentire il cuore leggero e svuotato e lucente come una pentola d'alluminio pulita, che ti fa sentire in glorioso bilico come se stessi surfando su tutte  le forze dell'universo,

è quando al parchetto vedi la gente minacciarsi di sanguinarie ritorsioni per le generazioni a venire, per i dettagli di una festa a cui tu, 

preventivamente, 

hai detto 

_scusate, c'ho n'impegno."

martedì 11 giugno 2013

Senza Motivo

Il blog è un passatempo, una cosa tanto per fare, niente di serio mamma; il blog è la mia stanza ora che non ne ho una mia, il mio wonderwall, la mia smemoranda; no marito, non sto per fuggire con un batterista australiano, per quanto, chissà se te ne accorgeresti, no papà, non lo dico a nessuno dove abito, tranquillo, lo so che poi vengono a rubare me e le bambine, e sì, lo so, non è un lavoro e tante volte farei meglio a mandare via CV, ma tanto l'effetto più o meno è lo stesso, per cui sì, amoremio, cinque minuti e mamma arriva, saluta un'amica e arriva.

Ma è proprio così?

Alla prima maternità Seavessi il blog non ce l'aveva. Aveva solo un'Infanta che piangeva per motivi ignoti, un MaritoNP, e tante ore lunghe da far passare.
Non passavano. 
Non.
Passavano.


Alla seconda maternità, Seavessi aveva una Revoluciòn pasionaria, un lavoro perso, un'Infanta cozza, un Marito ancora meno pervenuto di prima, eppure.
La deprescio che stava lì in blico a carognare se n'è andata, spaventata da pensieri vivi.

Spaventata dal blog e dai blog, da scrivere e da leggere, dal mondo virtuale che nel frattempo era cresciuto intorno a Seavessi nonostante la sua distrazione, la sua attenzione a fasi alterne.

Stavolta Seavessi aveva una rete. una Rete.

Grazie al blog e a quello che mi ha portato, ho conosciuto persone speciali, ho guardato il mondo da punti di vista che non sapevo neanche esistessero, ho fatto cose che non erano nel mio orizzonte degli eventi  - e sì, lo organizziamo il CaccaPride - partecipato a eventi, e tutto questo a volte a carezze e a volte a calci ha tenuto in piedi Seavessi, e anche me.

Questo per dire.

solo.

Grazie.

A chi ha commentato e a chi ha solo letto, alle amiche di fb e a quelle di twitter,anche al troll che ogni tanto mi scrive, grazie perché tutto questo è una parte importante della mia vita.

Perché lo scrivo oggi? Senza motivo.

Senza motivo, del resto, ho cominciato questa cosa.

Che da fuori sembra futile.

Ma esserci dentro....








PS  Il counter qua di fianco pian pianino è quasi arrivato a 200.000. Quando ci arriva, fra qualche giorno, il blog trasloca. 

lunedì 10 giugno 2013

L'Atteso Post su Missione Merenda, Ovvero

...ovvero storia di Seavessi che andò a incontrare un'azienda e tornò che aveva incontrato delle persone.

Che cos'è successo a Seavessi? Perché è partita dalle risaie natìe, smollando al marito due figlie di meno di sei anni e mezzo totali, per andare a commuoversi davanti ai Flauti Neonati di Melfi?

Ha trovato un Biglietto d'Oro nelle Nastrine e ha fatto la fine della bimba che diventava tonda e blu come un mirtillo?

Conoscendo Seavessi potrebbe pure essere andata così, invece contro ogni probabilità è una cosa seria;

L'associazione Aidepi , in collaborazione con The Talking Village e INC, ha deciso di aprire un canale di comunicazione coi clienti, in particolare le mamme, tramite il sito merendineitaliane.it ; questo progetto ha avuto e avrà diverse fasi, a partire da una survey per chiarire quale sia la percezione del prodotto e del momento-merenda, fino al coinvolgimento di mamme blogger, alle visite agli stabilimenti e al prossimo rinnovamento del sito per renderlo più vicino alle mamme, con nuovi strumenti e nuovi progetti.

E fu così che Seavessi si trovò, in lieta compagnia di altre blogger, mamme in rete, donne che ne sanno, insomma Quelle Brave, a visitare lo stabilimento Barilla di Melfi.

Sì, il Mulino Bianco.

No, non c'era Banderas.

No, neanche la gallina, e allora, state serie se no non racconto più.

Diciamo la verità, Seavessi partiva abbastanza prevenuta. Insomma dai, le merendine. Proprio quelle che rifiliamo ai giovani virgulti in macchina mentre li tiriamo via dall'asilo per depositarli a danza, sentendoci in colpa perché non si tratta del pane fatto in casa con sopra la marmellata di ciliegie dell'albero di nonna e il burro che no, non volevamo farlo noi ma ci è scappata la mano col bimby mentre montavamo la panna e ora tocca farne qualcosa di sto burro.

Non solo.
Siamo onesti, generazione che è stata bambina negli anni '80, coviamo tutti un mica tanto sottile grumo di rancore, per il Mulino Bianco.  In fondo.

  • si son messi a fare i tegolini rettangolari che non sanno più neanche di tegolino, e NO, non è affatto vero che nel fatto che ce li ricordiamo più buoni c'è dentro la nostra infanzia, che perfino il Fluimucil era più buono di quello che fanno adesso, no affatto, ERANO PIU' BUONI PUNTO. Oh.
  • non fanno più le sorpresine nello scatolino di cartone scorrevole, e non bastasse non fanno più le Gommine a Forma di Biscotto, santo Cielo ma ve le ricordate che meraviglia? Che profumo che avevano?
  • Banderas. E. La. Gallina. 


Invece la visita è stata bella.

Dieci cose che Seavessi vorrebbe che sapeste della Fabbrica di Merendine


1- La Fabbrica di Merendine sa di buono. Sa di quando fate la torta a casa, e Seavessi, afflitta da un naso da trifulau langarolo, ha annusato con gioia per tutto il tempo, senza sentire altro che cacao, tortasfornata e pulito.

2- Nella Fabbrica di Merendine ci hanno accolte con cortesia e nessuna condiscendenza. Hanno ascoltato domande proprie e improprie, e hanno risposto a tutte, parlato di valore delle persone, di come si scelgono le uova e di quanto sia triste il fatto che esistono più i Soldini.

3- Ci hanno regalato i pezzetti di pasta madre. Ora, voi avete presente quanto possa andare in trip una mamma blogaiola davanti alla notizia che le merendine son fatte lievitare con la pasta madre. "ah, non con gli Agenti Chimici Lievitanti Sterco del Demonio?" "no, veramente l'agente chimico lievitante è la definizione legale delle Bustine Verdoline con cui tortificate allegramente a casa vostra". 


Ah. Per dire. E siccome ci sembrava fin troppo bello, durante la visita ci hanno fatto vedere le vasche di pasta madre medesima, prima abbiamo fatto OOOOOh, poi abbiamo chiesto timidamente se potessimo fotografare, 

e alla fine ce la siamo arrubbata a manate, mentre i nostri accompagnatori gentili ci fornivano di scottex per conservare la pasta a suo agio fino a casa.




4- Mentre si parlava delle materie prime, è uscito il discorso delle uova da allevamento a terra. Sapevatelo, che il Mulino Bianco ha vinto il premio Good Egg nel 2011 e 2012, vale a dire che non solo usano uova praticamente a km 0 (visto che devono usarle entro 24 ore dalla deposizione), ma sono anche attenti che siano uova felici e non nate in gabbia. 

5- Sono stati coraggiosi. No davvero, perché immaginate cos'è portarsi in giro per lo stabilimento in piena produzione uno stormo di blogger abituato a twittare anche le foto di quando non sanno che scarpe mettersi.

6- Ci hanno fatto assaggiare i flauti appena nati, tirati via appena usciti dal forno. Ora, a me i flauti non piacciono, ma questi erano una roba da urlo.

7- Seavessi ha visto cose che voi umani. Ha visto le stelline e gli zuccherini dei pandistelle piovere su una distesa morbida di pandispagna al cacao, e ha scoperto che le fanno con la stessa macchina che fa le stelline, sì quelle in brodo, sì, vero che ora che lo sapete, gli assomigliano?



8- Seavessi si è ustionata tre dita cercando di staccare un pezzo di Pan Bauletto quello coi semi di lino, ma valeva la pena.

9- Seavessi ha visto la faccia sua, e delle compagne di gita, distendersi piano piano, dal Non Ti Credo Nemmeno Se Lo Vedo, al Sì Mah Boh, al sorriso aperto Ma Allora Siete Buoni. 

10- Seavessi ha visto le persone che lavorano lì essere orgogliose del loro lavoro, ha visto i suoi accompagnatori entusiasmarsi mentre si raccontavano, e avrebbe voluto avere più tempo per ascoltarli. Seavessi ha ascoltato il signor Massimiliano raccontare come è stato selezionato il fornitore del latte, in base a due milioni di criteri fra cui come si lavano le cisterne, se ci sono i vetri nella stalla delle mucche, e a monte ancora, cosa c'è nel mangime, e chi lo produce e come. Tutta una sequenza alla per fare il tavolo ci vuole il legno per spiegare che la qualità deve arrivare da lontano per essere reale.

Quindi d'ora in poi merendine come se piovesse? No, ma merendine col cuore in pace, senza patemi. 
E scusate se è poco.

Conclusioni?
Seavessi è partita battagliera per andare a vedere una bieca megaazienda, ed è uscita che aveva incontrato persone, persone con cui è stato bello parlare e spiegarsi e ascoltarsi.

Seavessi vorrebbe concludere con un invito: signor Massimiliano, a me è dispiaciuto da morire che ci sia stato poco tempo, per parlare della filiera del latte e solo per accennare quella del cacao. Io vorrei conoscere anche la filiera del cacao, con tutti i problemi e le soluzioni che si porta dietro. Se può e se vuole, sarò più che felice di darle spazio qui.


PS, se anche voi volevate parlare e spiegarvi e ascoltarvi col Mulino Bianco (ma non con la gallina pluripremiata), potevate farlo nel Mulino Che Vorrei. Sì, rispondono :)

domenica 9 giugno 2013

Any given Sunday

Certe domeniche,

ti urlano perché LORO vogliono alzarsi e peccato che manchi un quarto alle sei

ti urlano perché avendo fatto colazione alle sei ovviamente alle nove hanno fame

ti urlano perché papà va al lavoro e LORO vogliono stare con papà

ti urlano perché gli lavi i capelli

e

perché glieli asciughi

e

perché le vesti

e

perché mette pioggia e quindi niente giretto in piscina

e

perché

è un'altra maledetta domenica.

(e lo sanno pure LORO)

E tu pensi che  non siamo neanche vicini a metà giornata e la partita è ancora lunga, ma quanto ti piacerebbe urlare pure tu.

Per fortuna poi passa.

lunedì 3 giugno 2013

Wannabies

Seavessi ha da giorni un abbozzo, schizzo, pezzo, spruzzo di racconto che le gira in testa. Un earworm che neanche In my place dei Coldplay

(anzi visto che Seavessi è grama insaid beccatevela qui e canticchiatela per i prossimi due mesi)


Dicevamo, Seavessi ha in mente questo inizio, sfizio, precipizio di racconto. Che le piace.
Ma.

Non lo scrive.

Perché ha paura che poi non le piaccia più.

Come il vestito che sta benissimo in vetrina ma lo guardi e giassai che addosso a te avrà l'aria improbabile.

Quindi.

Seavessi non scrive perché ha paura che arrivi una commessa dall'aria scocciata col cicles in bocca e le dica mah, boh, forse una taglia in più, commessa naturalmente mentale e autoprodotta da Seavessi grattugiando insicurezza come si grattugia la saponetta per fare il sapone autoprodotto, che a me personalmente fa tanto acqua liofilizzata, aggiungere acqua per ottenere acqua, ma Seavessi diffida dei saponi autoprodotti, preferisce autoprodurre le fragole e l'erba cipollina, che maledetta, NON CRESCE, adesso mo te lo do io il concime chimico, dovessi inquinare anche le falde acquifere neozelandesi TU CRESCERAI, MALEDETTA ERBA CIPOLLINA!

(avevamo già parlato della leggera tendenza di Seavessi a divagare? No? perché secondo me un filo si nota, sì guarda proprio qui, vedi che fa la piega?)

Dicevamo, 

Seavessi non scrive per paura della commessa.

Su Wikipedia alla voce wannabe, c'è la foto di Seavessi. 

Voi cosa wannabe vorreste?









DLIN DLON annuncio di servizio. Qui a destra trovate il link non più al profilo fb di Seavessi, ma alla pagina fb del blog; ringraziate la Lucy, che mi ha fatto notare che magari non a tutti i lettori fa piacere che io mi faccia i fatti loro, ma magari seguirebbero volentieri la pagina. Essa pagina è in fieri, come pure il blog, avrete notato una certa inquietudine cromatica. Non mi piace più molto l'estetica, aspettatevi un po' di prove e riprove. Se avete suggerimenti potete... POSTARLI SULLA PAGINA FB! Che così iniziamo a usarla e vediamo cosa farci!
Grazie per la pazienza,
Seavessi.

sabato 1 giugno 2013

La zuppa di drago

o del perché Seavessi non ha speranze come foodblogger, nonostante lo sperticato amore per le caccavelle culinarie.

Nonostante la palese inabilità, Seavessi vuole comunque partecipare al link party della Micaela





E quindi vi propina senza pietà la 

Zuppa di Drago

Allora, la zuppa di drago è ciò che vi potrà salvare tante cene, a un bassissimo costo di tempo e materiali (il costo di pensiero invece è altissimo, soprattutto le prime volte, poi ci fate la mano e in men che non si dica vi trovate un drago nell'armadio). 

La zuppa di drago è ispirata, ma trattandosi di una ricetta di circa due passaggi e mezzo forse dire ispirata è un po' eufemismo, a una ricetta della Nigella. E no, la mia versione non prevede sale maldon, soft unsalted butter e neanche muscovado sugar, quindi non dovete girare disperate alla ricerca di albionici ingredienti.

Allora, per la zuppa di drago vi servono:

piselli freschi o surgelati (non quelli in lattina o bric perché viene un colore che sembra che il drago sia morto da parecchio e di malattia)
un paio di cipollotti (o mezza cipolla, o uno scalogno, quel che avete in casa)
mezzo vasetto di pesto pronto
olio evo
sale
acqua

Mettete in pentola l'acqua, i piselli e i cipollotti o quel che l'è, no non saprei quanti, un po', come se doveste fare un minestrone molto asciutto. Salate di conseguenza.
Bollite bollite bollite finché i piselli son morbidi, a quel punto daje de minipimer, ma TANTO, non si deve più capire la pisellica natura dei piselli. Aggiungete il pesto e un filo d'olio, e otterrete una crema di piselli che grazie al pesto e al cipollotto non sa esattamente di piselli.
Evualà il drago è servito.

Servite con o senza crostini, accompagnando con dettagliato resoconto di come e qualmente la mamma abbia faticosamente catturato il drago in giardino, inserite dettagli di lotta violenta, spiegate come il viscidone abbia venduto cara la pelle, e magnificate i magici poteri della zuppa. 
Se non avete il giardino potete inventarvi bellissimi draghi volanti da balcone che volevano mangiarsi i calzini stesi, o draghi pensili da finestra affamati di gerani, l'importante è l'interpretazione, che Stanislavski deve venire a lavarvi i pavimenti. Seavessi la fa da due anni e ormai è assolutamente convinta, tanto da servirla sentendosi veramente sfinita per la lotta all'ultimo sangue.

Varianti sperimentate e approvate dalle figlie:


  • con basilico e pinoli invece del pesto, la differenza è che si vedono dei pezzettini bianchi definibili artigli di drago.
  • con dadini di pancetta prerosolati, che se poco poco avete  letto  Harry Potter li vendete per Cuore di Drago, lo stesso che va dentro le bacchette, e qui ne avete da raccontare per tre cene.
  • con carote invece dei piselli e curry invece del pesto, zuppa di Drago di Fuoco


Ma chissà quanti draghi possono venire in mente a voi!



giovedì 30 maggio 2013

Non è amore.

Seavessi casa, interno sera, prima di nanna.

Infanta _mamma, sono triste...

Seavessi _ perché amore mio? Hai dei pensieri?

Infanta _un po'... mamma, il fidanSato... non gioca tanto con me, gioca coi suoi amici maschi. E oggi mi ha spinto giù dalla panchetta!

Seavessi _amore, è normale, un po' gioca con te e un po' con gli altri, ma se non sei contenta e non vuoi più che sia il tuo fidanSato, devi solo dirglielo e bon.

Infanta _no mamma, io voglio che sia ancora il mio fidanSato, ma sono triste.

Seavessi _amore mio, non è così... non devi essere triste. Tu sei il mio amore meraviglioso e stupendo e se lui gioca con gli amici maschi peggio per lui, non devi restarci male, peggio per lui se non ti apprezza. Vedi amore, ci si fidanSa quando si è innamorati, e l'amore è una cosa che ti fa stare bene, se no non è amore. Se ci devi restare male, non è amore, se diventi triste, non è amore, se non ti piace come ti tratta il fidanSato, non è amore. Se il fidanSato non capisce che è fortunato a giocare insieme alla mia Infanta meravigliosa, allora non è amore.

Infanta _mamma ma...

Seavessi _no ascoltami. Una donna, e tu sei una donna piccola, non ha bisogno di un fidanSato per forza, sta bene anche da sola, è perfetta e meravigliosa anche da sola e questo te lo devi ricordare sempre amore mio, tu non hai bisogno di nessuno, non ti serve aver bisogno di nessuno, perché chi ti ama ti starà vicino comunque, se no non è amore. Amore è stare bene insieme, amore è quando vuoi che un altro stia bene e sia contento. Non è amore soffrire, non è amore se qualcuno ti fa male, è solo male e se qualcuno dice che è amore tu devi scappare lontano da questo stupido che ti dice che è amore, perché non lo è, tu devi venire dalla tua mamma e scappare via da chi ti fa male e ti dice che è amore, perché non è amore, hai capito? hai capito amore?

Infanta _mamma perché fai così? mamma?

_perchè amore mio tu lo devi sapere, te lo devi ricordare sempre, prima ancora di come ti chiami, che sei stupenda e meravigliosa e speciale e non hai bisogno di nessuno, e se un cretino cerca di farti credere il contrario tu devi scappare, devi dirgli che è un cretino e scappare e correre dalla mamma e dal papà, perché non è amore quello, e se qualcuno ti fa qualcosa di brutto, ti fa male e dice che è amore, tu gli dai un calcio nelle palle e scappi, scappi via forte e lontano, e corri dalla mamma, perché non è amore, hai capito Infanta? hai capito? Dimmi che hai capito!

MaritoNP _ohi, cosa succede qui?

Infanta _papà, la mamma piange...

Seavessi _ diglielo, diglielo anche tu, che lo deve capire, che se qualcuno le fa male NON E' AMORE, che nessuno deve permettersi di toccarla con un dito se lei non vuole, men che meno farlo passare per amore, DIGLIELO!

MaritoNP _ok, calma, la spaventi, respira.

Seavessi  (coi singhiozzi) _ ma io HO paura.

Marito NP (abbracciando Seavessi ) _ Amore.

Infanta _mammapapà?

Seavessi e MaritoNP _sì amore?

Infanta (perplessa) _cos'è un calcio nelle palle?




(Violenza sulle donne: Aula della Camera vuota per il voto sulla Convenzione di Istanbul) 






mercoledì 29 maggio 2013

Anch'io, anch'io!!!!

Seavessi ha rosicato per mesi.

Seavessi ha rosicato tanto, perché io no? perché?

Seavessi ha avuto un lampo di genio, lampo nella notte, faro nella nebbia, passante che ti indica il bar più vicino.

Seavessi ha pensato, e se mi facessi avanti io?

Seavessi lo voleva tanto, quel bollino.

Quale?  Questo!!!


Perché?

Intanto perchè è bello. 
Poi perché a fare parte di un club ci si sente subito più contenti, più amichevoli, più socievoli, e sa il Cielo se Seavessi non ne ha bisogno.
Poi perché... leggete la descrizione:

-se  hai un blog dai numeri limitati e risicatissimi
-se ti capita di non capire una cippa di wordpress.org
-se aborri il SEO
-se dalle chiavi di ricerca su google ti trovano con le parole più strane
-se adori scrivere e sai usare anche i congiuntivi e gli apostrofi

Capite bene che Seavessi VOLEVA esserci. E ha rosicato, pensato, e alla fine s'è fatta coraggio e ha scritto a Luciebasta implorando l'ammissione, tipo matricola di film americano che staziona davanti alla porta della confraternita.
E Luciebasta ha detto sì, senza neanche sottoporre Seavessi a tremende prove di ammissione tipo leggi un libro INTERO di Moccia o ascolta un'intervista della Gelmini senza sacchetto vomitillo a portata di mano.
(si vede che l'ignoranza di Seavessi n materia di SEO e Wordpress era lapalissiana)
Così da oggi pure Seavessi può bullarsi del bollino nicchione, e si sente tremendamente orgogliosa, per essersi autoinsegnata una lezione difficile,
cioè che tante volte,
se vogliamo una cosa,
intanto possiamo cominciare a chiederla.



martedì 28 maggio 2013

Emossssion.

Oggi trovate le mie perle di saggezza, le mie ragionate opinioni, i miei brillanti aforismi su Genitori Crescono.

(sì, lo trovo piuttosto incredibile anche io, ma ho controllato e CI SONO DAVVERO! Oh mamma ci sono DAVVERO!)


lunedì 27 maggio 2013

Sì.

Che poi, perfino le mamme un po' rattoppate come Seavessi, quelle senza piano educativo concordato con marito pediatra tate e nonni, quelle un po' alla comunque vada sarà un successo, quelle che confidano un po' in Tata Lucia e un po' nel Signore degli Ubriachi, perfino a loro capitano i momenti di cristallino splendore.

I momenti come ce li raccontavano al corso preparto, ve li ricordate (voi, che siete andate al corso preparto, non come Seavessi che faceva taglia)? I momenti in cui pizzica la magia, in cui voi e chi avete partorito (o adottato o quel che che l'è, vostro figlio insomma) siete due persone diverse ma un solo sentire, in cui ci si guarda negli occhi e ci si riconosce, attraverso chissà quante vite, oh santo cielo, sei tu.

I momenti in cui pensate che vale la pena di farsi largo a gomitate in mezzo al casino delle vite vostre e altrui, ché non nascondiamoci dietro il dito, gli Infanti hanno dimensioni ridotte ma ingombro notevole, così notevole che a volte non ci sta nient'altro, altro che elefante nella stanza, ma non importa, ne vale la pena per la meraviglia di uno sguardo che ti trapassa da parte a parte.

I momenti in cui nel bel mezzo di un sabato mattina singlemode, di freddo e pioggia, mentre sembra che niente cambierà mai, che il futuro sia costellato di notti a singhiozzo e giorni urlanti, le chiacchiere al parchetto come epitome dello scambio interpersonale, la doccia serale come zenith della giornata, mentre sembra che tutto resterà immobile per sempre, il mio respiro e le loro richieste, i momenti in cui all'improvviso appare l'azzurro in mezzo al cielo cupo.

I momenti in cui capisci che non ci saranno solo parole ripetute tante volte da perdere ogni significato, lisi cenci di linguaggio, stai buona stai brava stai ferma un minuto ti prego oh, ti prego, un minuto solo. I momenti in cui finalmente questo monologo allucinante e allucinato diventa, infine, un dialogo.

Il momento in cui fai una domanda, e la piccola, graziosa palla di anarchia che stai allevando ti risponde a tono. Non a urlacci, non ignorandoti, non sorridendo a caso.

Proprio TI RISPONDE.

E dice.


(minuto 1.18)

Tutto
Improvvisamente
Ha
Senso.



Eh?


Come?


Come sarebbe "qual era la domanda"?


Ehm.

La domanda era

Amore mio, devi fare la cacca?








PS
Non ce l'avevo in mente quando ho iniziato a scrivere, ma... che ne dite se facciamo un altro Caccapride Day? Io mi ero divertita un sacco!






sabato 25 maggio 2013

Quello che non sa.

Fra poco arriverà la Tina; Seavessi immagina che sia già in strada, o poco ci manchi.

Ed è tutta la mattina che Seavessi ostentatamente ignora l'avviso di FB che le ulula OGGI E' IL COMPLEANNO DELLA TINA, STORDITA CHE SEI, DILLE ALMENO AUGURIIII!!!!

(perché, a voi non dice così FB?)

E gira largo pure dal telefono, Seavessi, per non cadere in tentazione di mandar messaggi.

Quello che non sa, la Tina, è che l'Infanta ha lavorato tutta la mattina a una ghirlandona di cuori colorati da regalarle,

quello che non sa è che c'è una torta ad aspettarla, un po' sgnaccata causa brusca frenata di ritorno dalla pasticceria, ma buona lo stesso e lo stesso con sopra rose e farfalle,

quello che non sa è che abbiamo una candelina da spegnere che l'aspetta.


Quello che sa, si spera, è che qui le vogliamo bene.

giovedì 23 maggio 2013

metti la toppa, togli la toppa...

No, perché a volte Seavessi ha l'impressione di avere una vita particolarmente patchwork; no, meglio, che la sua vita sia particolarmente bella quando diventa patchwork.

Sabato scorso.

Seavessi urgeva, anelava, bramava andare al Salone, dove UmbertoAmore e il Pelatino se ne stavano riuniti in comunione di amorosi sensi e biro firmanti copie, e dove in più c'era la Tina ed era un anno che Seavessi aspettava di andare al Salone con la Tina, tipo quando dite oh, sto a dietissima per tre mesi e perdo dieci chili ma quando ci arrivo mi sbafo una scatola intera di magnum quelli classici non quelli nuovi tutti alternativi che son poco seri.
Ecco, Seavessi aveva QUEL tipo di urgenza di andare al Salone.

NO!

Gita dell'asilo all'Acquario di Genova.

E va beh, mettiamoci una toppa, sarà una bella giornata con le amichette, due chiacchiere con le mammeamiche, un pezzo di focaccia.

NO!

Diluvia che Noè ha cercato di imbucarsi sul pullman, pullman con posti assegnati che non era lo stesso delle amichette, focaccia non pervenuta.

E va beh, mettiamoci una toppa, siamo sul pullman col fidanSato, ci divertiremo all'Acquario, mi ricordo quel pezzo bellissimo interattivo, all'Infanta piacerà.

NO!

Il pezzo di Acquario interattivo è in restauro, i lamantini beati loro ronfano che è un piacere, i delfini ci snobbano, il fidanSato non apprezza gli Qquali..

E va beh. Prima o poi torneremo a casa, mettiamoci una toppa. trasciniamo questo asilo fradicio alla Città dei Bambini, approfittiamo dell'ora libera per sobillare altremamme che volevano andare al Salone e seminare zizzania per due lustri a venire.

No.
Momento epifania.

Trascinando se stesso, un po' camminando e un po' guadando, verso la Città dei Bambini, Seavessi e Mammacakedesigner inciampano nello stand della Tescoma.

(disclaimer: questo NON E' un post sponsorizzato, ma gli piacerebbe da morire esserlo, per cui se mai al signor Tescoma scappasse di mandarci uno scatolone di caccavelle, ecco,  non si trattenga signor Tescoma, segua il suo cuor.)

Seavessi e Mammacakedesigner  depositano le figlie alla città dei Bambini, ma ora hanno una missione: il Corso di Cucina con lo Scef. Ignorano chi sia lo Scef, cosa diamine si cucinerà, se meringhette al limone o rognoni con polenta, ma HANNO UNA MISSIONE. 
Ci hanno messo una megatoppa, e torneranno a casa con cataloghi gadget e altre gioiose inutilità.

Quando sotto l'acqua a secchiate riescono a tornare allo stand, Mammacakedesigner avvista quello che a Seavessi sembra un animatore da oratorio, un caposcout, al limite un rappresentante di classe di una quinta ginnasio.

NO!

Trattasi di Scef famosissimo internazionale pluridecorato sul campo croce d'argento all'onor gastronomico.
L'idolo di Mammacakedesigner.
Seavessi fa OOOOOOH, sorride e abbozza, qualcuno prima o poi le dirà chi è il Caposcout.

Ma la toppa più grande, la meraviglia assoluta del giorno, è arrivata. E non è nello Scef, non è nella pioggia, non è nella gita e neanche nel Salone.

Mammacakedesigner è una bella ragazza, piuttosto riservata ma molto carina, ma a quel punto assomiglia,, come tutti, a una spugna strizzata.
Ma quando vede lo Scef, quando comincia a parlare con lui di corsi, di torte, della capacità dell'impastatrice... Mammacakedesigner diventa bellissima.

Seavessi la guarda, con gli occhi sgranati. Allora è QUESTO che diventa un timido quando è felice? Questa cosa luminosa, che si trattiene a stento dal saltellare, questa specie di pallamatta di gioia che sta ferma eppure rimbalza, come la risata di un bimbo piccolo?

Santo cielo, è stupendo. E' questo che vedono gli altri, quando noi magari cerchiamo imbarazzatissime di trattenerci, di non essere sguaiate, invadenti, di non fare NON CI POSSO CREDEREEEE tipo Aldo? Davvero diventiamo questa meraviglia?

Che stupide siamo, a nasconderlo per malintesa educazione.
Che belle che siamo, davanti alle cose che amiamo.

Umbertomonamour, all'anno prossimo.


(questo è un post #mettilatoppa ispirato da  Genitori Crescono )

martedì 14 maggio 2013

Cinque anni. Oggi. Anzi, due giorni fa.

Ricorre oggi l'anniversario del dì fatale in cui L'infanta, dopo strenua resistenza, si arrese alla soverchiante superiorità delle truppe nemiche e fu infine costretta da un chirurgo a mollare l'assedio della panza materna, dopo 42 settimane due induzioni fallite-come-neanche-fatte e nemmeno l'ombra di un inizio travaglio.

Bisogna dargliene atto, ha venduto cara la pelle.

Spumante, ricchi premi e cotillons?

Sì, anche, e sorrisi, e tanti pensieri.

But I had it coming.

la settimana scorsa, a domanda _Infanta amoredelmiocuore, visto che quest'estate salvo miracoli lavorativi che per ora non paiono in vista mammà tua è a casa, vuoi stare a casa dal centro estivo? Eh??? Andiamo in piscina, ti svegli tardi con calma, stiamo un po' insieme, vuoi stare a casa con mamma?

Venne risposto _NO.

Ho una figlia col dono della sintesi.

Ma era solo l'antipasto.

Domenica pomeriggio dopo un paio di tentativi a vuoto Seavessi e la prole sono infine approdate con successo alla Fattoria.
Bon.
Infanta incantata.
Infanta stregata.
Infanta ammaliata.

Più tardi NonnaG, anche lei del gruppo, dirà che c'è qualcosa lì che rimane addosso ai bimbi, come un buon profumo di prato.

Tornando a casa in macchina, così senza anestesia, in tutta naturalezza

_mamma, ma i bimbi vanno lì d'estate?  disse l'Infanta

_sì amore mio.

_ma con la mamma?

_no amore, senza mamma.

_ah.
_... (coredemamma, lo so sei piccina, vuoi ancora la mammachetidaibacioniprimadidormire, frittella mia che follia, andare in giro senza mamma così prima dei 35 anni, lo so lo so)

_mamma senti, anche io quest'estate voglio andare lì.

_(brucia una curva, schiva un albero e inchioda con nonchalance) eh?

_voglio andare anche io lì dalla Caterina, e dormire lì senza mamma.

_(choc post traumatico, le appare una visione di Tata Lucia che le elenca le sue manchevolezze come madre, genitore, donna e mammifero) dormire lì?

_sì mamma. Mi porti  e mi vieni a prendere dopo... due nanne grosse. Ma... mamma (con voce tremante d'emozione)

_(no Tata Lucia, non ho allattato, mea culpa, mea culpa)

_mamma... per quando vado... mi compri  uno spazzolino nuovo????


Ora Seavessi è alle prese con due ordini di pensieri.

Il primo è il lato organizzativo, reso complicato dal fatto che l'agenda estiva dell'Infanta è un delirio, e Seavessi non ha idea di come funzionino le vacanze in fattoria. Ma si risolve.

Il secondo, ovviamente, è la grandinata emotiva causata dal fatto che una neo cinquenne non veda l'ora di stare alla larga da mammà sua.
S'è crogiolata nei sensi di colpa, Seavessi, s'è rotolata e rosolata ben bene.
poi ha deciso.
Tutto questo non è segno della fine del mondo.
E' segno che il bieco proposito che Seavessi cova dal test positivo in poi, cioè costruire bimbe mutanti con un ego sterminato, un'autostima in grado di tenere a galla il Titanic, sta avendo successo. Non è che non voglia bene alla mamma, l'Infanta. Ma sa di poter fare senza per un po', perché la mamma sarà lì ad aspettarla quando torna.

Pensieri, pensieri.

Capirete però, che per quanto riguarda Seavessi, l'Infanta, gli anni, li ha compiuti domenica.


sabato 11 maggio 2013

L'aliena

No, nemmeno Seavessi è così. Seavessi rifugge da taluni aspetti del consumismo, ma mettile davanti una crema viso restrutturidratante agli ioni di jojoba maculata  honduregna scontata del 57% e avrai vinto il suo cuore e i suoi 6.85 euro.

Seavessi non ha GROSSI desideri.

Ma ne ha un'infinità di piccoli, il filtro da tè a forma di elefantino, il libro nuovo della Nigella, l'orchidea giallo crema puntinata di granata vista al Botanic.

Insomma un sacco di roba, tutta tendenzialmente sotto i 30 euro ma un sacco di roba.

E poi Seavessi ha 3quasi6 anni, non ha più quei desideri violentissimi e indispensabili che poteva avere da piccola, quando dal possesso della Maglieria Magica pareva dipendere il destino delle magnifiche sorti e progressive.

Ma ve lo ricordate, quella gommina del Mulino Bianco che ce l'avevano tutti tranne voi, quanto la desideravate? O il Dolceforno, o Affonda la Flotta con le lucine fighe, ma quanto li volevamo, con la testa il cuore e lo stomaco?

Fra tre giorni di numero è il compleanno dell'Infanta.

La giovane ha espresso un mese fa un desiderio, il monopattino, subito intercettato dai NonniG con grandi pernacchie a Seavessi che ancora stava in braghe di tela in tema di regalo.

Due giorni fa la Capessa delle Altremamme chiede a Seavessi _senti, ti va bene se per l'Infanta ci mettiamo tutte insieme e prendiamo Nonsochenintendo? Abbiamo fatto così per tutte le amichette del gruppo, chiedile solo che colore vuole.

A sera, Seavessi esegue.
_Infanta, senti, lo vuoi pure tu il Nonsochenintendo come tutte le tue amiche? Per la tua festa?

_mmh.

_Infanta abbi pazienza, dobbiamo dirlo alle Altremamme, ti piace sto coso o no?

_mi piace tanto così (avvicina pollice e indice a circa un centimetro di distanza)

_Infanta capivamoci: non lo vuoi? Porcatrottola io ho già detto che andava bene. Cosa vuoi?

_Libri e vestiti.

_Vestiti?

_E libri, mamma.

Seavessi disinnesca il regalo non voluto, l'Infanta viene guardata con stupore dalla Altremamme.
Ma com'è e come non è Seavessi ancora non sapeva cosa volesse l'Infanta da Mammaepapà.

E stamattina c'ha riprovato.

_Infanta, c'è qualche libro o vestito particolare che vuoi? O un'altra cosa?

_(ci pensa. è chiaramente in difficoltà)

_amore ci vuoi pensare ancora un po'? 

_(illuminandosi) mamma posso dirtelo dopo? cioè, tanto dopo?

_(perplessa) eh.. sì... cioè, come vuoi... il tuo compleanno è martedì...

_eh, allora facciamo che il regalo me lo fai dopo. Tanto dopo. Quando mi viene in mente una cosa che voglio tanto tanto, te lo dico e mi fai il regalo di compleanno.


No, neanche Seavessi era così.

martedì 7 maggio 2013

Il fidanSato.

L'Infanta si è fidanSata

con un biondino coi ricci e gli occhiali

si è seduta vicino a lui sulla panchetta dell'asilo, e gli ha chiesto vuoi essere il mio fidanSato?

e lui ha detto di sì

e ora giocano sempre insieme, dice la maestra,

e all'ora di uscire, l'Infanta e il fidanSato hanno bloccato le rispettive madri

millantando e imponendo inviti reciproci,

e alla Gita all'Acquario di Genova, hanno chiesto

di potersi sedere vicini sul pullman, perché, appunto, sono fidanSati.

Seavessi ripensa un po' al Mioluca, ma le elementari, per un'Infanta dell'asilo, sono distanti come un erasmus in Finlandia, le scale che portano alla scuola dei grandi sono viaggi avventurosi, quei pochi mesi in più sono un altro mondo.

E allora benvenuto fidanSato biondino coi ricci e gli occhiali,

comportati bene,

e dalle la mano, quando sarete in Gita all'Acquario di Genova,

la mia Infanta sai, è emozionata,

vuol farti vedere gli Squali.

venerdì 3 maggio 2013

E'unangelo e Verdun

E'unangelo è l'Infanta. Fin troppo facile.
L'Infanta che ha pianto quando Seavessi l'affamava, e poi solo per le necessità stringenti, uno di quei bambini    che quando piangono hai ragione di pensare che abbiano un problema su cui devi intervenire, risolto il quale non piangeranno più.
L'Infanta bionda e chiara come un elfo, sensibile come una mimosa, sorridente e riservata.

Revoluciòn, manco a dirlo, è Verdun. Si porta addosso la rabbia del mondo, neanche lei piange, lei URLA. Urla ogni volta che il mondo non va come vuole lei, urla come una pazza finchè le manca il fiato, urla e tira pugni all'aria (se hai fatto in tempo a spostarti, se no auguri).
Urla a chi non le dà il biscotto, all'amichetta che litiga con sua sorella, urla al nonno che non la porta sul trattore, urla alla pioggia, urla a Seavessi che non capisce i suoi moti di protesta. Urla ogni volta che il suo mondo piccolo è ingiusto. Non ha problemi che la mamma possa risolvere, ha istanze di principio, ha grida di ribellione.

Poi sorride, e ti accorgi che dietro le urla c'è quella sfumatura di rosso dei capelli, giusto un sospiro, non si vede sempre ma c'è, e gli occhi color temporale a luglio, e la immagini grande, necessario complemento a uno della sua elfica e sussurrante sorella maggiore, la immagini che al fin della licenza, io non perdòno e tocco, ancora con quel niente di rosso nei capelli, ancora col temporale negli occhi sorridenti, e scopri che anche se è difficile essere la mamma di tutta questa revoluciòn così concentrata in un affarino di 15 mesi, non la cambieresti di una virgola,

Perché come dice con semplicità Gervaise, anche Verdun è un angelo.




PS se E'unangelo, Verdun e Gervaise vi suonano estranei, fatevi un regalo e rimediate, ne sarete felici :)

giovedì 2 maggio 2013

Lasciare che piova.

Ieri è venuta la Tina a trovare Seavessi, e tanta perseveranza della fanciulla a palesarsi in un ambiente in cui poi deve asciugare moccio, inseguire leprotti e fare da modella a ritratti a pennarello è da una parte ammirevole, dall'altra ha qualcosa di recidivo. Ma Seavessi sospetta che la Tina la venga a trovare per guadagnare punti e ottenere un karma fantastico nella prossima vita.

Seavessi medita se non potrebbe farne una professione, fare annoiare la gente a morte in modo che nella prossima vita abbiano tutti un karma ricchissimo e interessante.

va beh.

Mentre cercava di rifilare alla suddetta Tina dei libri vampireschi che la Tina non aveva alcuna intenzione di leggere, al grido di _tutti abbiamo bisogno di scempiaggine, la scempiaggine E' TUA AMICA!!!! Leggine solo tre capitoli e ti troverai alle due di notte in pigiama davanti alla Feltrinelli chiusa, a implorare per l'amor del Cielo Onnipotente una copia di  ZeroZeroZero!!! 

va beh again.

Avevate mai notato in Seavessi una certa tendenza a divagare? No? Sul serio? perchè per esempio anche quella volta che col marito entrammo in concessionaria per comprare una macchina e uscimmo con cinque copie del calendario degli Eroi senza Tempio, il marito stesso fece notare a Seavessi che-

Eh, va beh, appunto.

Mentre Seavessi, essendo nient'affatto di parte, tesseva alla Tina l'Elogio della Fesseria, dalla sua nebbia intracranica è sbucato un pensiero.

Non è colpa tua.

In realtà "colpa" non è la parola corretta. Usiamola per brevità ma è del tutto sgradevole. Il concetto è più vicino a "non è sotto il tuo controllo", "non puoi fare di più".
Come molte (molti? non saprei) della sua generazione, Seavessi è un po' vittima della filmografia americana anni '80, se lo vuoi tantotantotanto lo otterrai, se ti impegni abbastanza puoi smuovere le montagne, se ci credi davvero entro fine film avrai il lieto fine.

Il risvolto tremendo di questo ragionamento che sembrerebbe incoraggiante è "non ce la fai? Non l'hai voluto abbastanza". Ma ci sono molte cose al di là del nostro impegno, cose enormi e cose piccole che diventano enormi nella vita quotidiana.

Ecco, usiamo la parola colpa al posto di "non s'è impegnato abbastanza".

Per esempio.

Non è colpa mia se non ho ancora trovato lavoro. Ci ho messo impegno e cuore, certamente abbastanza, ma non tutto dipende da me.

Non è colpa mia se alle bimbe manca il papà, e se io non sono perfetta a fare la parte di tutti e due. Faccio del mio meglio, e se non sempre riesco, ciò nulla toglie al fatto che sto facendo del mio meglio.

Non è colpa mia se la casa è in versione Baghdad post bombardamenti quando arriva la prozia Anselmina, se la prossima volta avverte prima magari non ci trova che giochiamo a Colora la Sorellina coi Pennarelli.

Non è colpa mia se l'Infanta odia il casino e va in crisi alle feste rumorose, non è un difetto, è una sua caratteristica, e che l'abbia presa da me o no l'Infanta non la cambierei con niente al mondo, e fustigarsi rimuginando sui miei geni asociali a poco serve.

Non è colpa mia se Revoluciòn non sta ferma e zitta più di otto secondi e si offende se qualcuno mangia in sua presenza e non offre, è Revoluciòn e stiamo imparando a conoscerla.

Possiamo metterci tutto l'impegno che vogliamo, ma non sempre ottenere i risultati corrispondenti, e ciò nulla toglie alla quantità e qualità del nostro impegno.

E a volte piove, non sempre ma a volte, e bisogna lasciare che piova, e bagnarsi invece di affannarsi ad aprire ombrelli che non sono mai abbastanza.

E non è un post con molto senso, ma lo dovevo scrivere lo stesso.





martedì 23 aprile 2013

Cara Altramamma

Ciao Altramamma,

no, non so se oggi veniamo al parchetto... non so, ho la cena da fare, devo bagnettare le iene, se riesco vengo eh! caso nel ci vediamo là!!!


Cara Altramamma,

mi sei simpatica. No sul serio, per mio conto sei la più simpatica del Club del Parchetto. Sei spiritosa, capisci le mie grame battute e non mi schifi per questo, non fai la sotuttoio e non fai neanche la vittima, e con te si può chiacchierare di tutto. 
Tu. Mi. Sei. Simpatica.

Ma.

Lo sapevi che arrivava questo MA, vero che lo sapevi?

L'Infanta, al parchetto con Tuafiglia, non ci vuole venire. Io non metto in dubbio che Tuafiglia sia un'adorabile bimbetta con un "bel caratterino".
Però il bel caratterino si esplicita nell'urlare da quando arriviamo a quando, stremata tu e nervosa io, ce ne andiamo, nel pretendere l'esclusiva su biciclette pattini e giochi vari suoi e soprattutto non suoi, nell'aggredirti gridarti qualunque cosa e tirarti calci negli stinchi, e ho capito che è gelosa per la sorellina "appena nata" che ha più di un anno, ho capito che tu ti senti in colpa perché lei ha meno attenzioni di prima, ho capito tutto.

Ma l'Infanta no, e neanche le altre amichette (e mamme di) del gruppo, perché quasi tutte hanno (o sono) sorelline, ma lasciando perdere le altre e parlando per me,
mi dispiace,
ma non mi sento di litigare con l'Infanta per obbligarla a giocare con Tuafiglia. Io, al posto suo, non ci vorrei giocare.

E siccome mi piange il cuore che tu ti senta isolata come mi hai detto, e mi spiace pure per Tuafiglia anche se quando la vedo picchiarti mi vien voglia di rivoltarla come un calzino, io credo che cercherò un modo, il più gentile possibile, per dirti queste cose,

che non devi sentirti in colpa con Tuafiglia,
che non le hai tolto una mamma, le hai regalato una sorella,
che devi stare tranquilla, sei una mamma bravissima e se pure la sgridi ti vorrà bene lo stesso,
e che io non sono nessuno per insegnarti niente, perché le cose che proverò a dirti tu le sai già,
e che, se non altro, se ne vuoi parlare sono qui, possiamo scambiarci i sensi di colpa se vuoi.

Io cercherò un modo, Altramamma, e speriamo che sia la cosa giusta da fare.



venerdì 19 aprile 2013

Alla mamma si dice tutto.

Seavessi ieri ha avuto una giornataccia, ma fa niente perchè Seavessi ha il drenaggio dei pensieri facile (almeno quello, coi liquidi non ce la possiamo fare).
Di pensiero ne è rimasto uno solo.
Fastidioso.

Esplodiamo il problema.

Parchetto, gruppetto di mammeamiche, oddio non proprio Seavessi's BFF ma diciamo mamme con cui si chiacchiera.

Una delle due se ne esce con una storia, evidentemente già conosciuta dalle altre, visto che ha destato stupore la violentissima caduta dal pero di Seavessi.

Pare che alcune bimbe, appena più grandi dell'Infanta ma tipo di un anno o due, quindi definibili pari età, abbiano la simpatica abitudine di mettersi in 4 o 5 e bloccare una malcapitata più piccola, per poi riempirla di spinte e pizzicotti.

Pare che varie soluzioni (parlare con le mamme e le maestre) siano già state tentate senza successo. Pare che la cosa ci abbia messo un po' a venire fuori perchè le bimbe pizzicate avevano paura a dirlo a casa. Pare che un paio di bimbe prese di mira siano alla fase in cui non vogliono andare a scuola.

Ora Seavessi ci sta dando la tara, magari non è proprio così, la mamma che raccontava è la mamma di una delle bimbe pizzicate ma non è che sia proprio una strettissima confidente, insomma mah boh.

Seavessi da ieri ripete all'Infanta il mantra se capita qualcosa se vedi qualcosa se senti qualcosa LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA se sei in dubbio  LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA anche se ti dicono di non fare la spia non esiste fare la spia esiste che LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA LO DEVI DIRE ALLA MAMMA.

Seavessi oggi è paralizzata dal pensiero che l'Infanta possa NON DIRLO ALLA MAMMA.

Seavessi, ai tempi suoi, alla mamma non ha detto un accidente.

lunedì 15 aprile 2013

Oh, anch'io sai?

C'era una volta una giovane e sprovveduta, e sì in effetti abbastanza svampita Seavessi con la panza. La panza conteneva quella che sarebbe diventata l'Infanta, ma che per il momento palesava la sua esistenza tirando calci, facendo venire mal di stomaco e impedendo a Seavessi di avvicinarsi a meno di 700 metri di distanza da qualunque tipo di pesce, foss'anche in un acquario.

La giovane, che già allora dava prova di raro acume, s'era sfrantecate le ball ulteriormente intorpidita il cervello per mesi, riempiendosi l'arioso vuoto intracranico di consigliatissime letture su parti orgasmici (sì, esisteranno, immagino che siano fenomeni collegati alle scie chimiche), gioie dell'allattamento fino all'età da marito e simili amenità.

Qualcuno qui avrà già mangiato la foglia (NAZARENO? COSA HAI MESSO SU FOGLIAHHH??? FAI RIFLETTI NAZARENOOOH) e conoscerà il seguito, cioè che l'Infanta è nata con un cesareo d'urgenza, il latte non è mai arrivato manco con l'SDA, e la sua svampita genitrice ha pianto finché la pupa non ha smesso di essere sottopeso, cioè per circa undici mesi e mezzo, dandosi colpe che andavano dal "non ho latte perché quando ero incinta mi sono sfondata di chinotto e mettevo la paprika anche nel caffè" al "non vuole addormentarsi in braccio perchè mi odia che non l'ho allattata" al "per via di questi mesi di sottopeso andrà ad Amici e la butteranno fuori prima del serale".

E va beh, storia nota.

Negli anni successivi, quando si avvicinava il compleanno dell'Infanta, Seavessi andava giù di morale come un piombino da pesca, e dava la colpa ai primi caldi alle prime zanzare ai WE singlemode che di primavera diventano macigni.

Finché, al secondo compleanno, la saggia Collegamica beccò Seavessi in bagno col magone, e le disse Oh sai, anch'io. Per un bel po' di anni. Arrivava il compleanno del mio primo figlio e io piangevo come una scema. Ma capita sai? Non è strano, con gli anni passa. Anch'io.

Così, quest'anno, Seavessi, il cui acume non è granchè aumentato negli anni, ci stava ricascando, a dare la colpa ai pollini agli acciacchi che non la mollano da gennaio, alla mancata gita dalla Caterina e alla società di selezione che emette perle tipo _oh, vorrebbero una che fa quel che sai fare tu, ma con meno di 29 anni, categoria protetta, in mobilità e che sappia anche spagnolo e tedesco.

E invece no, è quel magone lì, quel senso di impotenza che non arriva da nessun luogo preciso ma si blocca a metà gola, magone incompiuto, residuo velenoso di lacrime vecchie.  Sta arrivando in gran pompa.

Ma anche quest'anno, passerà. Lo uccideremo a botte di brachetto e B.C.

Però, memore di quanto le avesse fatto bene sentire quell'Anch'io, se mai là fuori ci fosse qualcuno con lo stesso magone incompiuto, Seavessi vorrebbe offrire il proprio.

Anch'io. Capita. Ma poi passa.

martedì 9 aprile 2013

Ooooooh yes.

Quelli che arrivano con un'ora e mezzo di anticipo, oh yes.

Quelli che immediatamente si perdono, oh yes.

Quelli che non sono affatto emozionati, no, che dici? E intanto si sono persi, oh yes.

Quelli che per fortuna il marito non è emozionato, è raffreddato ma sa la strada, oh yes.

Quelli che fa un freddo infame, oh yes.

Quelli che aspettano e intanto fanno amicizia e ne usciranno con la spiegazione per fare un anello col filo di metallo, oh yes.

Quelli che finalmente si entra, oh yes.

Quelli che devono fare la pipì, subito. No, proprio subito, marito vai te a prendere i posti, oh yes.

Quelli che si piazzano sulle panchette e si ritirano su se stesse e si zittiscono in un grumo di felicità, oh yes.

Quelli che Seavessi, mi sa che dobbiamo uscire di più, vero?

Quelli che guarda, Michele Serra!!!!

Quelli che fra poco si inizia, mi raccomando, un bell'applauso.

Quelli che le luci.

Quelli che Infanta!!! Infanta guardami, guardami son qui con fabiofassio!!! Infanta, Infanta!!!!!

Quelli che arriva il Giornalista, io lo amo. Marito t'ho già detto che lo amo? e quanto lo amo? Sì Seavessi, un paio di volte, mi pare di ricordare.

Quelli che ulteriormente si zittiscono e raggrumano felici.

Quelli che Seavessi stai bene?

Quelli che Marito, son solo contenta. Me la godo.

Quelli che guardalo che è lì, si vede la pelata dietro la tenda, dove? sì lì, guardi signora, dove luccica vede? ah lì, giovanni giovanni guardalo lì!!!

Quelli che ascoltano.

Quelli che ascoltano molto.

Quelli che guarda,, guarda!!! C'è lì il Paolino!!! CIAOOO PAOLINOOOOO!!!! Pfff. ok. sto zitta. CIAOOOO PAOLOOOO!!!

Quelli che si commuovono,

con la lacrimuccia

a sentire la vera, originale, lì da toccare che basta allungare un dito

la vera,

Quelli che.



Quelli che si porteranno le stelline negli occhi per un po'.


giovedì 4 aprile 2013

Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.

Su il dito chi non l'ha MAI scritto su una smemoranda.


Eh infatti, va che penuria di diti.

(sì, ovviamente Seavessi ha l'immagine mentale di tanti piccoli Ernesti perplessi che occhieggiano da milioni di smemorande chiedendosi come hanno fatto a finire lì)


Dicevamo che bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza. Cosa che può essere più o meno facile.
Perfino l'arida Seavessi non prova particolare difficoltà a squagliarsi davanti alle nebbie grigie degli occhi dell'Infanta, sgranati a dire _mamma, che bello sarebbe se smettesse di piovere!!!

Ci sono cose che ci smuovono dentro terremoti di tenerezza, ognuno le sue, figli sorridenti, tramonti sul mare,   gatti facenti le fusa, uccellini nel nido, gol di Pulici.

Ci sono persone che ti smuovono terremoti di tenerezza. Anche se non saresti portato, anche se il ragazzo non è che è intelligente ma non si impegna, signoramia è che è proprio gnucco come il marmo.

Seavessi è il tipo che noncelapuòfare, ma ogni tanto ci prova. E' che la famiglia rema contro.

Seavessi casa, mattina interno giorno.

Seavessi cambia Revoluciòn, che si è svegliata alle cinque decisa a giocare con la giostrina sonora e ha dato le sberle a suo padre che cercava di ricondurla a più miti consigli, che ha già sbraitato improperi tremendi e fortunatamente intraducibili finchè la sorella non le ha ceduto due biscotti, che in questo particolare momento sta scalciando come Pasquale Bruno ai tempi belli urlando proteste belluine contro la barbara pratica del cambio pannolo.

Sì per dire, un carattere amabile.

Seavessi _PCCIU' PCCCIU'!!! Ma che bei piedini ha la mia bimba!!! ma che bei piedini cicciottini!!! Ma pucci pucci cicci pupù!!! MARITO!!! MARITO guarda, mi dà i piedini  per farmi dare i baci! oh che tenera, guarda che i allunga i piedini così li posso baciare!!

MaritoNP _...in segno di sottomissione?

mercoledì 3 aprile 2013

La Fattoria. E i bambini. E le bolle di sapone.

Questo è un post promozionale.

No, non ho detto sponsorizzato.

Chiamiamolo pubblicità progresso?

Insomma Seavessi ha il raro privilegio di far pubblicità credendoci, di buttarsi col paracadute pensando oh come mi fa sentire bene l'assorbente, di scrutare entusiasta nelle profondità della pentola del brodo brodato. Insomma, un bel post, scritto col cuore.

Insomma, c'è la Caterina. E c'è la Fattoria, coi prati e i boschi e gli animali. E c'è una Bambina. Ma ci possono essere anche i nostri, bambini, e anche noi.  Perché nella Fattoria si possono fare tante cose, incluso mandarci in vacanza i bambini a spurgare le tossine di questo inverno così lungo e chiuso in casa.

Oddio, il MIO bambino da solo in Fattoria?

Lo so. Così ho scritto un po' delle domande che mi farei IO, e le ho fatte a Caterina. E lei ha risposto.  

E dopo le domande vi dico cosa esattamente mi ha preso il cuore.



Uhm. La fattoria. In una puntata di Voyager parlavano di queste ferocissime talpe mutanti.Ma nella fattoria ci sono gli animali. E se il mio piccolo Gusbaldo viene aggredito dalle talpe?

Mah, guarda, le talpe mutanti le abbiamo debellate qualche anno fa, perché, effettivamente, erano moleste. In ogni caso uno dei nostri obiettivi è proprio quello di insegnare ai bambini a muoversi nella natura in totale sicurezza: porre attenzione all’ambiente che li circonda (talpe comprese) e capire cosa sia il caso di fare o non fare in presenza di qualsiasi animale (non tirare calci nel sedere ai cavalli, non pestare la coda ai gatti, non mettersi tra una pecora e il suo agnello, non svegliare il can che dorme e molte altre cose di massima importanza!). Impareranno a  valutare le situazioni autonomamente e a fare scelte consapevoli sul da farsi, e questo gioverà moltissimo alle vostre corde vocali in quanto non dovrete più urlare a squarciagola:  “Giuseppino non fare il solletico alle vipere!!!”.



Eh. La fattoria. Io ci ho messo anni a insegnare a Leovigildo e Mariastuarda come usare il coltellino apriostriche, non è che mi disimparano?

 Ma no signora, ma cosa mi dice?! Non solo non disimpareranno ma impareranno anche ad andare a cavallo (con il coltellino al seguito), a nuotare (col coltellino al seguito), a mungere le mucche (col coltellino al seguito), ed un sacco di altre cose che di certo faranno scalpore nella vostra cerchia di amici altolocati! Impareranno che va bene mangiare le ostriche ma anche le zucchine hanno un loro perché se le possono raccogliere direttamente nell’orto, e che le zucchine crescono grazie la letame dei nostri cavalli e delle nostre pecore perché “dai diamanti non nasce nienteeeee, dal letame nascono le zucchineeeee”.

Mah. La fattoria. Il mio tesoruccio Romualdo Maria ha solo 14 anni, ha i baffi e la voce da baritono ma è ancora un cucciolotto, chi gli allaccerà le scarpe col velcro?

eh, certo, capisco la sua inquietudine, non è cosa da poco allacciarsi il velcro a 14 anni, ma dica, non le farebbe piacere vedere il suo tesoruccio che riesce a gestirsi le sue piccole cose da solo? Allacciarsi il velcro, tagliarsi la bistecca, lavarsi il sedere, e, perché no, radersi? Sa c’è un momento per tutto, forse questo è il momento di mandare il suo pargolo ad autonomizzarsi un po’! Noi accompagniamo i bimbi e ragazzi di tutte le età (dai 3 ai 12 anni e dai 13 ai 16 anni) alla conquista della loro indipendenza pratica, ognuno secondo le proprie possibilità. Diamo assistenza in tutte le fasi della giornata, dalle attività organizzate alle routine giornaliere in modo che tutti si sentano a proprio agio ed abbiano la possibilità di imparare a fare da soli.

Ehm. La fattoria. Però, tutti sti prati, sti boschi... hanno l'aria di non essere disinfettati da settimane. E la presa per ricaricare l'aifòn della mia piccola Eliberta? Ha sette anni, come fa senza aifòn?

le posso assicurare che i prati sono estremamente puliti, sicuramente più dell’habitat usuale della piccola Eliberta. Per quanto riguarda l’aifòn mi rendo perfettamente conto del problema, per questo abbiamo previsto un particolare programma di disintossicazione da aifòn (e smartfon in generale), ha un piccolo sovrapprezzo ma i risultati sono garantiti! Ai bambini cittadini Aifòn-addicted manca il rapporto con la natura, sono talmente risucchiati dal mondo irreale della rete che non riescono più ad uscirne e a trovare qualcosa di interessante al di fuori di esso. Ebbene: noi glielo faremo trovare! Diamo loro una serie di possibilità e una di queste di certo li colpirà al cuore, che sia la notte nel bosco o la giornata al fiume, che sia il montare a cavallo o l’impastare la pizza, troveranno quel qualcosa che li rimetterà in contatto col mondo reale e li farà gioire nel profondo.

Oh. La fattoria. Io devo sfangare un WE con quella piaga di mia cognata Fribunda e la sua simpatica prole nintendodotata. Posso venire per un WE e fare qualcosa che non includa ammazzare mostrini verdi?

Certo che può venire a sfangare (o infangare, dipende dalla stagione) il suo week end, e no, non permettiamo ai bambini di ammazzare alcunché. Ci piace di più la versione Tamagotchi: mungi la pecora-allatta l’agnello, raccogli la carota-dalla al coniglio e via dicendo. Ci sono un mucchio di attività tra cui potete scegliere, le trovate tutte a questo link:  attività fattoria didattica. E ci sono diverse soluzioni a seconda delle esigenze: casetta in affitto, b and b, pensione completa in albergo versione super-coccola, tenda nel bosco versione siamo-una-famiglia-avventurosa, giornate singole, vacanze intere, vacanze per soli bimbi e financo le feste di compleanno!!!

Come vedete, la Caterina e Seavessi hanno un po' giocato coi luoghi comuni, soprattutto Seavessi, per resistere alla voglia disperata di vacanze, boschi e cieli azzurri che veniva scrivendo queste cose.

E ora vi dico PERCHE' dovreste andarci  - io lo farò il prima possibile.

Per questo.



Voi capite che un posto dove si fanno i laboratori di bolle di sapone non può non essere in cima alla mia to-do list.



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