mercoledì 17 novembre 2010

Della parità dei ruoli


MaritoNP non si è quadagnato quel NP chiamandosi, non so, Norberto Pierluigi. NP sta per Non Pervenuto, simpatico soprannome derivante dal fatto che il lavoro di MaritoNP ha orari tragici e deleteri per la Vita di Coppia, per tacer della Vita di Coppia Con Infanta. Marito NP a fronte di tutto ciò ha uno stipendio normalissimo,  non figuratevi che faccia il tronista e il problema siano le serate in discoteca.

Seavessi ha sposato MaritoNP sapendo benissimo quel che faceva, nondimeno a volte è molto, molto stanca.

Nondimeno, ancora, quando MaritoNP arriva a casa dal lavoro e trova la cena in tavola, l’entropia domestica entro limiti accettabili, l’Infanta già bagnettata, e nel caso Seavessi sia girata particolarmente bene anche l’aperitivo, ecco dicevo quando MaritoNP torna a casa in queste condizioni , butta la giacca su una sedia con aria scocciata e sbuffa dichiarando di “essere stanco e fare tutto lui”, Seavessi si ingolla l’aperitivo di entrambi e comincia a meditare biechi propositi di terribile e sanguinosa vendetta.

Veniamo alla situazione contingente.

Seavessi non sta vivendo benissimo l’inizio della scuola materna dell’Infanta. Sarà forse una giovine eccessivamente impressionabile, ma sfida chiunque ad andare al lavoro fischiettando spensierato dopo aver lasciato a scuola un’Infanta in piena crisi isterica che urla _Nooooooooooo non andale ttai qui con me!!! Ttai qui con me!!!

Seavessi, dunque, da lunedì si aggira per casa con l’aria tragica e le occhiaie in tinta con lo smalto.
MaritoNP ha commentato _uuuuuuuh quante storie, quanto esageri! In fondo tutti gli Infanti vanno all’asilo... e che sarà mai... per due lacrimucce... ai nostri tempi mica ci si faceva tutto sto caso...”
Seavessi non ha risposto ma ha cominciato a covare risentimento e malvagi pensieri.

Stamattina l’Infanta ha guardato e soppesato i genitori, e ha dichiarato _Oggi mi potta papà all’azilo dei gandi!!!
Seavessi ha fatto una ola mentale.

Poco fa MaritoNP ha chiamato, lo squillo del telefono già depresso, la voce provata.
_Allora MaritoNP totto bene?
_no... sniff... tu non sai... piangeva e mi abbracciava... diceva ttai qui e zochi con me... l’ho lasciata lì che urlava... oh come sto male.

Seavessi prova un certo sinistro, inelegante compiacimento.

martedì 16 novembre 2010

Il dizegno

Ieri  primo giorno di materna, senza inserimento, kamikaze style*.

Seavessi ha ammorbato i colleghi e le amiche raccontando che MaestraS l’aveva guardata storta, quindi probabilmente avrebbe trattato male l’Infanta e non l’avrebbe fatta partecipare alla recita di Natale, spingendola per contrappasso (indovinate?) a voler fare la soubrette da grande; Seavessi inoltre ha scritto sul blog una serie di sciocchezze sulla macchinetta delle foto e ha bevuto un numero spropositato (anche per lei) di caffè.

Ieri sera Seavessi è tornata a casa e ha trovato l’Infanta raggiante e circondata da MaritoNP, ZiaBella, NonnaG e NonnoG, che raccontava di aver manzato tutto (ma il pulè no eh! Mamma il pulè non l’ho manzato!) e di aver disegnato la mamma.
Seavessi è dunque stata omaggiata di un suo ritratto Infantesco, un foglio a4 pieno di croci e ghirigori negli allegri toni del rosso, viola e nero.

Seavessi ritiene di dover dare ‘na botta de vita (e di colore) al proprio guardaroba. Ritiene inoltre, in quanto mamma abbandonatrice di Infante alla materna, di non essere precisamente nelle prime posizioni nell’attuale hit list dell’Infanta.


Stamattina un’Infanta ululante e arrabbiata è stata depositata senza troppe cerimonie alla materna – Seavessi non crede nei lunghi addii, e poi doveva andare a piangere in macchina.

*Disclaimer: a chiunque eventualmente leggesse e si chiedesse ma cooooooooooome senza inserimento ma perché ma povera bambina, verrà fornita una copia della mia busta paga in cui sono indicate le ferie rimaste(uahuahuah)  e il numero diretto del mio capo, così da poterlo sentire sghignazzare alla richiesta di dette ferie.

lunedì 15 novembre 2010

Da adesso in poi (due di due)

OOOOOOOOOh che voglia che avrei di scrivere un post smielato e pieno di buoni sentimenti che me lo invidierebbe DeAmicis. Il titolo mi era quasi venuto bene.
Ma.
Primo giorno di materna, son riuscita a dimenticarmi (dell’elenco fornito dalla scuola), le foto tessera dell’Infanta. No, cioè, non me le sono proprio dimenticate, ho cercato di rimuoverle.

Esplodo il concetto. 
In teoria è semplice, si prende l’Infanta, si va al Super di riferimento, si fa la spesa avendo cura di comprare un Uovochìndel o altro bieco dolce/giochino per ricattare la minorenne. Poi si piazza L’infanta sul seggiolino della macchinetta dellle foto, si promette l’Uovochìndel _basta che tu stia ferma un minutino, vedi lì lo schermo, ecco sorridi... no non la boccaccia, sorridi... fatto!

In pratica la spesa diventa un’odissea perché Seavessi non trova i sacchetti forno, ci sono 52 persone in coda davanti a noi di cui 49 sono vecchine che non sanno usare il bancomat ma pensano che oggi sia un’ottima giornata per imparare. Si arriva davanti alla macchinetta per le foto pronti a sfoderare Uovichìndel a destra e a manca; ma l’Infanta vede le giostrine basculanti e decide che se non va sulla macchinina la sua vita sarà rovinata per sempre (e forse da grande farà la soubrette). Si prende l’Infanta ululante, la si piazza più nolente che volente sul seggiolino della macchinetta-foto, si tira un sospiro di sollievo e si scopre che il seggiolino è troppo basso.
L’infanta dovrebbe stare mezza inginocchiata in una posizione simil-circense. Si provvede a entrare nello sgabbiotto, a puntellare l’infanta con un pacco di carta casa, l’Infanta scivola, la macchinetta scatta e si ottengono delle bellissime foto che ritraggono un orecchio Infantesco, le braccia di Seavessi e il rotolo di carta casa, in piano americano.

Dicevo, ho rimosso la necessità di fototessera.

La maestraS non ha apprezzato.

Peraltro vorrei fare notare quanto segue:

maestraS _ ma come, la lasci qui tutto il giorno? L’inserimento direrebbe 3 settimane più una di prova, potevi chiedere ferie... (sottinteso che razza di mamma snaturata sei)

capo di Seavessi _no, non se ne parla in questo periodo di stare a casa due giorni, siamo in chiusura (sottinteso che razza di dipendente snaturata sei)

A voi l’ubiquità è arrivata a casa col tesserino fiscale del bambino? Sono io che mi son dimenticata di fare richiesta?

Infanta-pensiero (uno di due)

L’infanta vive e cresce circondata, oltre che da Seavessimamma, MaritoNP e un assortimento di nonni e zie,  da una serie di interessanti e variegati personaggi, fra cui ci piace citare Miglioreamica (di Seavessi) e consorte, gli amici orticoltori del Bisnonno, le vecchine che passano in bicicletta davanti al giardino, e last but not least il barista nordafricano S. , che l’Infanta guarda con occhi a cuore.

Quindi  la maggior parte delle volte viene difficile risalire al mandante di certe Infantesche uscite.

Casa Seavessi, domenica, interno sera.
Seavessi _Infanta, domani andiamo all’asilo dei grandi, sei contenta?
Infanta _Zì mamma, zemple meglio che lavolale.

Seavessi spera ardentemente che questo arguto giudizio non venga riportato alla maestra del nuovo asilo.

venerdì 12 novembre 2010

Goodbye and good luck

Infanta, eri un cosino di neanche otto mesi, imbacuccata nel tutone che sembravi Maggie dei Simpson. Era gennaio, c’era ghiaccio dappertutto e io non riuscivo neanche a parcheggiare.
Ti lasciavo lì che urlavi come un parlamentare leghista, e andavo a piangere in macchina o al supermercato vicino, per ripigliarti un’ora dopo fresca come una rosa, che ri-ululavi per non venire via.
Il nostro inserimento è rimasto leggendario nel Micronido, ancora adesso le tate narrano di come l’Infanta non abbia fatto una piega e la sua mamma Seavessi si presentasse con le occhiaie color chanel particuliere e l’aria pimpante dei musicisti che suonavano mentre il Titanic affondava.

Sono passati quasi due anni, Infanta, e in quel Micronido da bambolotta gorgheggiante sei diventata una piccola donna che gira per casa cantando _mazooooomazooooomen.
Ora io posso anche avere delle preplessità di fronte al fatto che all’asilo tu impari a cantare Macho Man, ma visto che in casa impari Guccini direi che andiamo in pari.

E oggi è il tuo ultimo giorno, Infanta, da lunedì si va alla materna col grembiulino e lo zainetto (vuoto, ma fa status symbol), e io posso ricominciare a stare in ansia e a farmi paturnie: starà bene? Avrà giocato con gli altri? Avrà litigato? Avrà subito dei traumi tali per cui da grande vorrà fare la soubrette (non so se si capisce che l’idea mi inquieta)?

Ma poi ci penseremo.

Oggi facciamo ciao alla tataO, uno scricciolo col polso di un generale e la tenerezza di una zia preferita, che consolava mamma Seavessi  in lacrime e la spingeva dolcemente fuori dalle pelotas i primi giorni.

Ciao dolcissima tataA, che ha detto esultante a mamma Seavessi che finalmente l'Infanta aveva smesso di prendere botte dal bimbo S e gliele aveva, almeno parzialente, ridate indietro.

Ciao allegra tataL, che sei arrivata da poco, guardi l’Infanta e le dici Infanta, con quella giacca sei fighissima!!! E l’Infanta va in brodo di giuggiole.

 Ciao tate meravigliose che abbiamo incontrato sulla nostra strada.

Strano scrivere questo post oggi, che abbiamo in mente tutt’altro asilo e tutt’altre tate.

giovedì 11 novembre 2010

Non sono pronta

Questo post partecipa al blogstorming di Genitori Crescono

Non ero pronta. Oh, non che aspettando altro tempo lo sarei stata, io non sono pronta quasi mai, per niente.  Forse è per questo che le grandi decisioni della mia vita (lavoro, convivenza, Infanta)... beh non le ho prese, mi hanno presa loro.
Così dal viaggio di nozze siamo tornati con un cavallino di legno dipinto preso a Stoccolma, un poster di Calvin & Hobbes preso a Copenaghen, e un’Infanta probabilmente messa in cantiere a Oslo.
Dal che si deduce che mia figlia ha molto più buon senso di quanto ne avrà mai sua madre, perché ha capito che se avesse aspettato me non mi sarei mai decisa.
Mentre ero incinta ho frequentato, per poche lezioni, non sono una persona costante, un corso per mamme & pance. Ad un certo punto si è parlato delle aspettative sui figli, di come ce li immaginavamo.
Io non immaginavo proprio niente, e mi hanno guardata storta. Ma era vero, non vedevo al di là della mia pancia se non un avvenire confuso e complicato, pieno di insidie, rigurgiti  e _eeeh vedrai quando avrai un figlio! Goditela adesso!
Quando, dopo il cesareo, MaritoNP mi ha messo in braccio un qualcuno con una tutina rosa e le mani grinzose, ho avuto un senso di panico. Adesso tocca a me, cosa faccio, non sarò capace mai, cosa vuole da me questa piccola persona? Cosa ho da darle?
E’ venuto fuori che da darle avevo pochino, proprio dell’unica cosa, il latte, che ci si aspettava da me.  Ho passato il primo mese e mezzo a piangere sulle tabelle di crescita e a sentirmi un’inetta, visto che tutte le mamme hanno il latte e io cretina no, e i mesi successivi, fino all’anno di vita e più, a disperarmi perché l’Infanta cresceva poco, e sicuramente la colpa era mia che l’avevo affamata nelle prime settimane, e per questo ero una pessima mamma e l’Infanta da grande avrebbe voluto fare la soubrette.
Ma in tutto ciò, ero (e sono) allo stesso tempo incantata dalla saggezza dell’Infanta, da come sapesse sorridere al momento giusto, da come riuscisse comunque a tirare fuori una mamma decente da una donna spaventata e col terrore di sbagliare.
L’Infanta è una piccola, saggia donna.

Beata lei.
  

mercoledì 10 novembre 2010

il Verme e la Sorellina

Un paio di settimane fa un nuovo fantastico amico è entrato a fare parte della famiglia: il Velme, che vive nel sacchetto portapigiama e si nutre di Pandistelle.
Il Velme si è palesato una notte, più o meno all'ora in cui la Seavessi-mamma stava sognando di essere una groupie dei REM, e si è palesato sotto forma di Infanta rigida e ululante nel suo lettino.


Infanta _mamma c'ela il velme nel lettino! 
Seavessi_ ma no amore l'hai sognato.... vieni andiamo a vedere insieme, andiamo a cercare il verme. 
Infanta _cosa vuol dile che ho sognato? 
Seavessi_ ehm.... che l'hai pensato e ti sembrava vero, ma il velme non c'è. 
Infanta _ e dove è andato il verme? Nella sua cazetta nel poltapigiama? 
Seavessi_ non c'era nessun velme, neanche nel portapigiama. 
Infanta _ah è andato via? è andato a fare la pappa? 
Seavessi_ ehmmmmm non so, cosa mangia il verme? 
Infanta _i pandittelle.


Ieri pomeriggio avevo in mano un ritaglio di carta, e l'Infanta ha sgranato gli occhioni e ha detto: il Velme il Velme!!! 
Con un lampo di genio ho pensato: e perché non accogliere il Velme in famiglia? magari povero si sente rifiutato.
E ho tirato su la storia del Velmino Mino, che si sente solo perché non ha amici (tutti lo chiamano Lurido Velme) e nessuno vuole giocare con lui, allora è scappato dalla mela natìa per andare a vivere nel poltapizàma, e di notte viene nel lettino perché ha freddo.
L'
Infanta  si è presa di compassione, ha dato un bacino al Velmino e gli ha detto ti vojio bene, e ha deciso che può (il Velme) dormire con i peluche. 


Aaaaaaaaahh che liberazione, che bello avere sdoganato l'amico immaginario. 

_pelò mamma dilli che non può venile nel mio lettino
_ok Infanta tu dormi nel lettino e domani prepariamo un lettino per il Velme.
_no il Velme non ha bizogno, il Velme dolme con la mia solellina nell'almadio. 





So please welcome la Solellina nell'Almadio.


Perché queste cose non le dicono ai corsi pre-parto?





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