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giovedì 28 luglio 2011

Antropologia da parchetto (part one)

Indovinate cosa fa nella Valle Piovosa?
Piove?
naaaaah. Banale.
Diluvia?
Buuuuuh, scontato!

Oggi per esempio c'è il temporale, con tanto di tuonui e fulmini. Trattasi però di temporale tipico della Valle Piovosa, che probabilmente durerà fino a domani.
Però stamattina c'era un bel sole, e Sevessi e l'lnfanta si sono fiondate al parchetto.
Ora, Seavessi non è una mamma da parchetto; prima cosa non c'è tutta sta dovizia di parchetti nel Paesino, secondo non ha tutto sto tempo per portarci l'Infanta.

E' quindi con una certa qual curiosità antropologica che Seavessi affronta scivoli infidi e giostrine variamente basculanti. In generale, il parchetto inquieta un po' Seavessi che ci vede un erbario di comportamenti deviati piuttosto notevole.
Seavessi è in effetti un po' traumatizzata da due esemplari si spera rari e in via d'estinzione osservati questa mattina. La NonnaStrega e il NonnoCoach. Seavessi non ce l'ha coi nonni in modo particolare, viva i nonni, ma nella Valle piovosa l'80% della popolazione è sotto i 5 o sopra i 70 quindi non c'è molta scelta.
La NonnaStrega è vestita firmata mutande comprese, no, non si vedono ma ci giurerei. Preferibilmente ha i pantaloni bianco ottico, il che nel parchetto della Valle Piovosa dove per attarversare le pozzanghere tirano i ponti tibetani è l'ideale.
Ovviamente la NonnaStrega non vuole sporcarsi e gira larghissimo dalle giostrine, e si siede solo sulla panchetta dopo averla ripulita col fazzoletto. Di solito ha una nipote femmina, fra i 7 e i 9 anni, carina, con gli occhiali, normalissima.
La NonnaStrega ha due passatempi, quando non importuna le vicine di panchetta che cercano di non guardare l'Infanta che si inerpica sul quadro svedese:
1) urla alla nipote di non andare lì che si sporca e non andare là che è pericoloso, e non andare su che ci sono i maschi (?) e non andare giù che _tanto non sei capaaaaaaceeeeeee sei imbranaaataaaaaaaaaa
2) quando finalmente la nipote è ferma immobile in mezzo al parchetto, che tanto non può fare niente di niente del tutto, la NonnaStrega attacca a urlare _eccccooooo vedi quella bimba lì com'è brava che sale sulla corda a testa in giù, vedi Pierino che figo che va sugli scivoli alti, vedi Caterina com'è magraaaaaaaaaaa che riesce a salire sulla pertica e tu nooooo
La nipotina povera abbozza e pensa a orribili vendette da mettere in pratica non appena sarà adolescente. 

Seavessi pensa alla povera mamma che magari passa l'anno a cercare di inculcare alla prole un minimo di autostima e si vede il lavoro rovinato da cotanta arpia. 
Seavessi è pronta a fornire alla mamma, qualora legga queste righe, qualunque tipo di alibi o sostegno morale o materiale ella abbisogni per il nonnicidio.
Siamo andati lunghi e fra poco si sveglia l'Infanta, del NonnoCoach parleremo la prossima volta.


venerdì 15 luglio 2011

Non mi sopporto più.

E' arrivata l'estate, tempo di sole, aperitivi, gite, amici, saldi, mari e montagne, orsù mondo, giuoisci!!!



Maddeche.

Ma 15 anni fa forse, e poi ancora.


Seavessi non ama l'estate e passerebbe, potendo, dritta da maggio a settembre. Ma Infine l'estate è il periodo in cui maritoNP può essere più presente, in cui l'Infanta perde il suo meraviglioso colorito verdeprato e diventa, seppure per poco, vagamente biscottata, in cui si passano i uichend  e poi le ferie insieme.

Che non sarebbe male come programma. Solo che dopo due settimane di sta solfa Seavessi perde il controllo.

Non si capisce più come e quando fare la spesa, vuoi mica sprecare una fantastica mattinata di sabato che ne abbiamo tanto poche no?

La casa va fuori controllo, la piglia della roba da stirare pure. Bisognerebbe dire e vabbeh pazienza, ma ahimè tocca anche lavorare e a lavorare non ci si può andare in pigiama - che poi il pigiama estivo di Seavessi è costituito dalle varie tshirt di Vasco che le si sono appiccicate in anni di concerti, per cui andrebbe in ufficio con addosso la scritta Stravissuta Straviziata Stralunata.

Pure bella eh?

E maritoNp le sue camicie le ha bisogno e se le stira lui sembra che le abbia centrifugate coi sassi come i jeans, e la giornata di Seavessi in definitiva comincia in simbiosi col ferro da stiro.

Tutto ciò per dire?

Per dire che domani la Seavessi famiglia dovrebbe partire per il we in montagna  onde fare il passaggio di consegna dell'Infanta ai nonni.
Seavessi al pensiero di preparare borse vestiti smacchinare ecco preferirebbe due sberle ben date.

Quindi si pone il quesito: quanti degenere-punti acquisirebbe Seavessi, se (dopo 3 we di fila fuori casa) proponesse a MaritoNP di tornare a casa presto domenica (diciamo subito dopo pranzo invece che dopo cena), onde poter passare il pomeriggio pisolando leggendo e sistemando un po' casa senza persone piccole che chiedono di essere portate al parchetto - e probabilmente facendosi un sacco di pare per il bitest di lunedì ma vabbeh?

Sefossi stanca.



mercoledì 25 maggio 2011

La maglietta marrone

primo errore: affidare a MaritoNp, portatore sano (...) di cromosoma XY, la comunicazione con MaestraS, che notoriamente parla Klingoniano.

secondo errore: ritenere che i messaggi, almeno quelli  *action required* sarebbero quantomeno stati trasmessi fedelmente e tempestivamente, se pur non introiettati.

terzo errore: confidare nel buonsenso del corpo insegnante dell'azilo.



Seavessi-casa, mattina, interno giorno

MaritoNP _ah Seavessi... scusa mi ero scordato, ha detto MaestraS che entro domani gli Infanti devono portare una maglietta da adulto marrone chiaro e dei collant marrone chiaro per la recita di fine anno.

Seavessi (entrando in modalità Voldemort) _entro quando?

MaritoNP _entro domani...

Seavessi _oh individuo che devo avere sposato in un momento di scarsa lucidità, tu lavori tutto il giorno, io sono in piena chiusura di anno fiscale, dove poffarbacco li vado a pescare io oggi dei collant e una maglietta marrone?

MaritoNP _eh allora domani lo dici a MaestraS...

Seavessi _risposta errata, TU lo dici a MaestraS, oggi, e cerchiamo una soluzione

MaritoNP _sbuffffff

Seavessi (modalità avada kedavra-ON) _scusaaaa????? Sbuffi pure? E allora arrangiati te e i collant e la maglietta da adulto marrone chiaro, che fra l'altro è un colore del cazz difficilissimo da trovare soprattutto in questa stagione!!!!

MaritoNP (con un improvviso lampo di speranza) _no ecco... mi son ricordato... MaestraS ha detto che se non troviamo il colore giusto possiamo tingere una maglietta bianca! Non è un'idea fantastica? Ci vorrà un attimo, no?






Pensate che ci sia qualche possibilità che MaritoNP  e MaestraS fuggano insieme, lontanissssssssssssimo da Seavessi?


mercoledì 18 maggio 2011

she, she screams in silence

1*  sei messaggi in segreteria questa mattina, e Seavessi da quando hanno cambiato i telefoni non è più capace di sentire i messaggi. E tipo 18 mail con priorità highest.

2* l’Infanta che ieri a cena diceva _mamma io oggi piangevo perchè volevo te.

3* MaritoNP che si dimentica l’impossibile, e Seavessi non capisce se è MaritoNP che sta andando fuori dai fogli o se è lei che è isterica.

4* non trovare l’unico e solo libro che Seavessi voleva leggere ieri sera, il cui pensiero l’aveva aiutata a sopravvivere alla giornata lavorativa. 

5* vedere l’Infanta che smanetta l’iPhone di ZiaBella.

6* Seavessi non ce l’ha, l’iPhone.

7* in ogni caso ci metterebbe anni a imparare a usarlo, ha difficoltà anche col microonde.

8* qualunque vestito Seavessi voglia mettere, scoprire che è nella pigna di roba da stirare.

9* un’amica che ti fa felice promettendo di venirti a trovare al mare, e pensare _oh caspita, adesso che scopre che l’Infanta s’addormenta alle 20. 20 e a Seavessi cala la palpebra alle 22.30 ricarica i bagagli in macchina e se ne va.

10* il mese di maggio e la chiusura dell’anno fiscale US.


Abbiamo appena trasmesso: 10 cose che fanno sentire Seavessi molto vecchia e molto stanca.



venerdì 6 maggio 2011

Che non c’è tempo, non c’è spazio, mai nessuno capirà.

Piccolo disclaimer: Seavessi ha la profondità psicologica di una pozzanghera dopo un temporale a luglio; questo post non è sintomo di depressione imminente, è solo figlio di una discussione antipatica con MaritoNP.


Seavessi non ha la percezione di se stessa come persona particolarmente sensibile, o romantica. Preferisce pensarsi come uno spirito pratico, magari un po’ noioso, spesso paranoico ma in linea di massima affidabile.

Seavessi ha un suo senso del romanticismo, ma probabilmente romantico è la parola sbagliata; viene meglio in inglese, moving, ma diciamo che ci siamo capiti.

Ci sono cose che smuovono alcune profondità in Seavessi; certi  sport, certi luoghi, certe frasi. I film di Kubrick, un gol di Pulici, 



l’inizio di Rewind (ma a te ti sento dentro come un pugno).

Per dire che Seavessi non è davvero un blocco granitico inamovibile.

Fatto sta che ormai deve sforzarsi  parecchio per ricordarsi di non esserlo.

Perché ci si aspetta che Seavessi sia quella che sistema lo strascico alla sposa mentre gli altri sono in chiesa a fare ooooooooh; che sia quella che si ricorda di pagare le bollette mentre gli altri riflettono se comprare l’iPad; che  sia quella che le grame volte che esce torna a casa in tempo per dare il bacio di buonanotte all’Infanta.

Seavessi tutte queste cose le fa e le fa volentieri, ma vero è che sono TANTE, e per usare una locuzione orridae xenofila sono cose orrendamente time consuming.

Non avanza molto spazio per il resto.

Non avanza tempo, non ne avanza da tanto tempo.

E la percezione degli altri risulta distorta. Ieri sera Seavessi ha fatto gli occhi da cocker a TUTTA la Seavessi-famiglia, elemosinando qualcuno che andasse al cinema con lei. Ha ottenuto quanto segue:

_Seavessi i film che piacciono a te son tutte piaghe terribili
_tratto da un libro? Peggio che andar di notte, leggi dei libri urfidi.
_ma poi torniamo tardi sai che l’infanta si stranisce.
_ma no che tanto poi lo sai che sei stanca il giorno dopo lavori non te lo godi neanche.

Cioè arrivati a un certo punto gli altri neanche ci pensano, che sono almeno 2 anni che sei andata al cinema e che la volta che chiedi forse è perché hai bisogno. Tanto il retropensiero è che te la cavi comunque.

Infatti Seavessi al cinema ci va da sola, no problem - e quindi gli altri hanno ragione.

Però Seavessi, ecco, è stufa di essere se stessa. Ogni tanto, tanto per cambiare, vorrebbe essere quella di cui gli altri si (pre)occupano.

Dai, fatemi ridere che mi passa.

venerdì 29 aprile 2011

It’ been a bad day (please don’t take a picture)

No e no e no.



Nell’ordine:

Da due notti i sonni finalmente ciuccio-free di Seavessi sono funestati da un incubo orribile, sempre lo stesso; Seavessi che per misteriosi motivi è in fuga si ritrova con la Tina (che però a un certo punto scompare, dov’è che te ne vai Tina? Eh? Eh?) sul sedile posteriore di una macchina di cui non vede l’autista. Il sedile è pieno di cartine stradali, libri, appunti, e cartacce varie; Seavessi sa che guardandoli potrebbe capire dove sta andando l’auto ma ne è terrorizzata.

No, Seavessi non ha ALCUN PROBLEMA col controllo, perché? Strane idee che vi vengono. Mah.

Di conseguenza Seavessi sia ieri che oggi si è  svegliata dell’umore di un caimano a dieta.

Poi, stamattina Seavessi per la prima volta da sabato sera si è infilata delle scarpe degne di tale qualifica, al posto delle ballerine di tela; no buono. 
No buono per niente. 
Seavessi sta seriamente meditando di recuperare una stampella per domani – e no, non ci torno al PS, ho già dato.

Con il suo piede blu dentro una scarpa stretta Seavessi oggi deve fare ancora quei sei milioni di cose, rotolare fino dal parrucchiere per fare una parvenza di piega, andare a comprare il riso da lanciare a ZiaDolce e delle mollette matrimoniesche per l’Infanta – che dal canto suo, ha annunciato che lei domani sposerà, oltre al Mioluca, anche Matteo e Filippo e Fabiofassio.

No, ma basta saperlo.

Seavessi stamattina, dell’umore di cui sopra, ha minacciato di morte repentina e dolorosa MaritoNP, se non avesse fatto N cose previste dal Seavessi-elenco pre matrimonio.

Seavessi sa benissimo che MaritoNP si dimenticherà o giudicherà non necessarie 8 cose su 10 del Seavessi-elenco pre matrimonio, salvo poi domani lamentarsi che _ecco, quando si tratta della mia famiglia ti (e sottolineo TI) dimentichi sempre tutto.

Seavessi avrebbe voglia di ributtarsi a letto.

No neanche, Seavessi ha paura dell’incubo.

lunedì 4 aprile 2011

Boing



Come c’era da aspettarsi, come in effetti Seavessi si aspettava (e aspettava se stessa al varco), dopo settimane di mood fior di pesco sul ramo in boccio è arrivata l’atteso, temuto rimbalzo.

No, MaritoNP non ha fatto niente che non vada, c’è da dire che le cose con lui vanno – decisamente – meglio.

Ma complice il WE single-mode Seavessi oggi è un po’ in crisi.

Vorrebbe poter dire,  tanto la t-shirt con la scritta MAMMA DEGENERE già ce l’ha, che ieri pomeriggio quando ha sentito l’Infanta svegliarsi, e ha pensato ok adesso dobbiamo tirare sera e giocare e andare in bici e  colorare e vestire le bambole e svestire le bambole e controllare che gli squali non abbiano rovinato le piantine di basilico e cucinare e fare il bagnetto e poi se Dio vuole arriva a casa MaritoNP, ecco, a Seavessi è mancato un po’ il respiro.

Seavessi voleva solo restarsene al sole, in canottiera, a rileggere per la millemillesima volta It (che secondo il Seavessi pensiero è una delle più belle descrizioni dell’infanzia che mai siano state scritte).

Seavessi vorrebbe riordinare la cabina armadio.

Seavessi vorrebbe andare a sentire Vasco quest’estate.

Seavessi avrebbe voluto, ieri, incontrare Gì  e altre amiche a Torino ma ahimè, non era Infantescamente praticabile.

Seavessi vorrebbe tanto andare al Salone del Libro, ma l’unico giorno in cui potrebbe è il compleanno dell’Infanta.

Seavessi ultimamente ha ripreso a scrivere un po’ di cose, e ieri sera improvvisamente le sono sembrate tutte indistintamente sciocche e orribili - probabilmente lo sono, ma Seavessi si divertiva lo stesso.

Seavessi vorrebbe una mattina prendere il caffè e truccarsi con calma senza dover sindacare sull’ombretto che usa con un’Infanta che, a tre anni scarsi, mostra un senso del make up migliore del suo.


Seavessi si sta lamentando del brodo grasso.
Seavessi si concede una mattina di mugugno, poi la smette.

martedì 29 marzo 2011

Madri e figlie

Seavessi è un po’ pensierosa; non triste, ma pensierosa.

Ieri sera è arrivata a casa NonnaG, che nei sei minuti liberi che le avanzano la sera riesce anche a preparare delle fodere stupende per la Seavessi-poltroncina, ed è entrata armata di metro aghi e filo per imbastire.

NonnaG riesce a fare milioni di cose contemporaneamente, e non perde la tramontana; ha avuto Seavessi che era una ragazzina, aveva venticinque anni – più o meno l’età che adesso ha ZiaBella, accidenti – ai tempi era normalissimo, anzi era stata una delle ultime del gruppo di amiche a sposarsi e ad avere figli.

Ciò nondimeno era una ragazzina.

Ma nei ricordi di Seavessi è sempre stata adulta, solida.  Una Mamma con la M maiuscola, di quelle che sanno cosa fare e qual è la cosa giusta e non si fanno certo infinocchiare da un banale acetone pensando che sia una malattia rara. Una mamma anche allegra e divertente, capace di inventarsi giochi fantastici, ma molto ben calata nel ruolo.

Nel momento in cui NonnaG è entrata, Seavessi e l’Infanta stavano saltando per il soggiorno come due stambecchi davanti al video di Rewind, e l’Infanta strillava _E’ TUTTO NECESSALIOOOOOOOOO!!!!!



Ieri sera a letto, ripensandoci,  Seavessi non è potuta sfuggire all’inevitabile confronto. Che ricordi avrà l’Infanta da grande di sua madre, come la descriverà? Come quella che dava il piattino di latte agli squali? Come quella che le ha insegnato a cantare la locomotiva prima delle tagliatelle di nonna pina?

Intendiamoci, per una volta Seavessi non sta dicendo che si sente piccolaenera. Ma decisamente si sente, rispetto a NonnaG – rispetto alle madri delle sue amiche, rispetto alla generazione precedente – decisamente destrutturata.

Seavessi non ne ha manco per le balle desidera affatto essere una mamma amica, ma allo stesso tempo non sa essere una mamma seria, e forse non vuole neanche esserlo, non ci crede lei figuriamoci farla in barba all’Infanta che come tutti gli Infanti ti sgama in tempo zero. 
Del resto, Seavessi riflette che mai come oggi le mamme sono state bombardate di messaggi, indicazioni, tatelucie (che a Seavessi Tata Lucia piace eh!), studi dell’università del Wyoming centro-orientale su come allevare i figli.

Forse è questa la grande fatica delle mamme di oggi, questo continuo, costante reinventarsi un ruolo, il confronto quotidiano fra quello che si dovrebbe essere, quello che si vorrebbe essere e quello che si è.

Questo trovare nuove strade senza usare il navigatore – al massimo si usano i blog per avere dritte sul percorso.

Però vale la pena, ci sono panorami bellissimi.

mercoledì 23 marzo 2011

La verità, vi prego, sull'acetone

L'acetone è scientificamente imparentato con la febbre da dentizione, i dolori da crescita e i brufoli da cioccolato; vale a dire che nessun pediatra degno di tal nome ne riconoscerà l'esistenza, e anzi è probabile che si faccia allegre beffe della vostra mamma-diagnosi. Al contrario qualunque altra mamma, a partire dalla vostra, è in grado di riconoscerne i segni negli Infanti a sei chilometri di distanza e con la nebbia, e di consigliare una varietà di rimedi caserecci.

Ieri sera lìInfanta è tornata dall'asilo che era uno straccetto molto poco semovente, ma priva di febbre o di altro sintomo chiarificatore.

Seavessi, che al mattino aveva avuto la pessima idea di chiamare la pediatra per fissare un tagliando, ha cominciato a parlare con le fate, perché la simpatica pediatra aveva allegramente allertato _eeeeeeeeeeeh ma mi sa che ci vediamo prima, in giro c'è pieno di focolai di broncopolmonite!!!

Così Seavessi in lacrime e crisi mistica si è decisa a chiamre l'adorato dottorS, che ha annusato l'Infanta, ha detto acetone, e ha prescritto un cucchiaio di miele ogni tre ore e tre giorni di riposo.
Per l'Infanta o per l'isterica Seavessi? Non è dato sapere.

E' dato invece sapere che la connessione da casa di Seavessi va a pedali, per cui Seavessi si scusa se non riuscirà a ripondere ai commenti.

mercoledì 23 febbraio 2011

Seavessi is falling down, falling down, falling down.

Avete presente quei giocolieri, in genere sono cinesi, che tengono in bilico i piatti facendoli girare su una serie di bastoncini?



Ecco, ieri sera a Seavessi son crollati giù tutti i piatti, e Seavessi medesima si è accartocciata su se stessa cercando un buco dove nascondersi, e meditando di millantare una parentela con Ruby per entrare all’Isola dei Famosi come Parentedi.

In ordine sparso:

Colleghivari _Seavessi, Seavessi! Siamo in chiusura di trimestre, peppiacere mi prepari questa cosa entro l’altro ieri? Anzi entro dieci giorni fa sarebbe meglio! Oddio Seavessi, non riusciamo a chiudere la trattativa, sbrigati, sbrigati!!!

Capo _Seavessi senti mi è arrivata questa mail dove una sconosciuta chiede ragione della tua esistenza, e anche questo fantastico schema stampabile solo in A3 su come dovrebbe essere suddiviso il tuo tempo in un mondo perfetto, ovviamente non sono incluse l’82% delle cose che fai, ma dobbiamo (trad. DEVI) compilarlo entro 6 minuti.

MaritoNP (via sms) _stasera torno tardi e credo anche domani, devi andare tu a comprare il latte se no domani l’Infanta non fa colazione e probabilmente per questo motivo svilupperà un’alimentazione scorretta che la porterà a nutrirsi solo di pettini di mare bruciacchiati.

ZiaBella _Oh Seavessi, vieni con me dal parrucchiere? Non hai tempo? Eh ma devi fare qualcosa a sti capelli... non so un colore... non se ne può più di questo castano-depresso....

NonnoG&NonnaG _Seavessi guarda scusa se te lo diciamo, ma assolutamente devi aggiornare un po’ il guardaroba... non è possibile che sei sempre in nero o scuro... metti vecchio... lo trovano le altre il tempo per andare per vestiti lo devo trovare anche te, e a proposito, ricordati che c’è da portare la macchina dal meccanico.

Dentista _no Seavessi, non credo proprio che riusciremo a fare l’impianto entro aprile... ellosò che farai le foto al matrimonio di ZiaDolce senza un dente, ma cosa ci posso fare io se tu alla bella età di 33 anni ti sei messa a cambiare i denti da latte?

Infanta _genitrice, in effetti io non ho niente di cui lamentarmi, ma sono giorni che mi trascuri, e quindi farò qualunque tipo di capriccio nel pochissimo tempo che possiamo passare insieme, onde tu possa capire che il mio disagio è totalmente e indiscutibilmente e aggiungerei inevitabilmente colpa tua e tu possa sentirti l’orribile mamma che sei.

Ieri sera MaritoNP è arrivato a casa (tardi e senza aver comprato il latte), e ha trovato l’Infanta in camera sua in time-out (che una volta si chiamava castigo, ndr) che urlava come un invitato ad Annozero, e Seavessi in cucina che piangeva tutte le sue lacrime  rimestando mestamente il sugo al tonno.

MaritoNP ha ricomposto la siituazione consolando le donne di casa, ma così non va.

Da stamattina quindi, e fino alla chiusura di trimestre, Seavessi è in survival-mode, decisa farsi scivolare addosso qualunque cosa non lavorativa (del resto non ha moltissima scelta), NonnoG e NonnaG sono allertati e pronti a entrare in azione fornendo viveri e Infantasitting, MaritoNP cercherà di tornare a ore decenti e sì, questa è una richiesta di supporto.

Nel frattempo Seavessi si droga con dosi massicce di Queen in cuffia, perché un mondo dove qualcuno ha scritto e cantato Don’t stop me now non può essere un disastro totale, e ascolta i colleghi che chiedono cose immaginando di essere nella casetta in Liguria, in una mattina d’estate, con i piedi scalzi e abbronzati sul pavimento di marmiglia, a prendere un caffè freddo e a sbirciare il mare dalla finestra.

Passerà.

venerdì 4 febbraio 2011

Cara maestra

Cara MaestraG,

Mi dispiace che pochi genitori abbiano ritagliato dal giornale e spedito  i tagliandini per votare il presepe dell’asilo al concorso della Piccola Città.
Mi dispiace sul serio, perché so quanto cuore ci mettiate voi maestre, e so che fate un lavoro bellissimo e complicato e che non vi apprezziamo mai abbastanza.

Ma, MaestraG, forse quel biglietto appiccicato alla porta e scritto col pennarello rosso potevi risparmiarcelo.

Capisco il tuo disappunto, ma potevi magari evitare di scrivere della “grande delusione” dei bambini, aggiungendo i tuoi sarcastici ringraziamenti “ai genitori che non hanno trovato neanche il tempo di comprare il giornale per valorizzare il grande impegno dei figli”.

MaestraG, saremo anche una banda di genitori un po’ sfigata, certamente male assortita. Ma da inizio anno abbiamo dato contributi sedicenti volontari – e credimi, mica per tutti quei venti euro sono sciocchezze – abbiamo portato senza fare una piega fazzoletti, sapone, carta igienica, chi poteva pacchi di fogli e colori, senza dire bah, contenti di poter contribuire a mettere una pezza alle macerie lasciate dal ciclone Marystar, che influenza intestinale la colga.

Abbiamo portato materiale per la Recita, e cucinato per la festa del Dopo Recita, perfino le perplesse mamme cinesi–non-parlanti–italiano.

Non abbiamo fatto una piega di fronte al divieto di fare foto e filmati, e abbiamo comprato foto e dvd dal fotografo ufficiale, sapendo che così avremmo contribuito che so, a finanziare il corso di psicomotricità. Mai sentito nessuno lamentarsi.

Credimi, poteva andare decisamente peggio.

Ora, MaestraG, ti svelo due segreti.

Il primo è che anche alle non-maestre capita di non veder riconosciuto il proprio impegno. E che per quanto siate una categoria bistrattata, se di dieci iniziative che prendete una non ha successo magari non è il caso di lanciare anatemi.  Sono cose che succedono in qualunque lavoro, si dice pazienza e si tira avanti. E magari si pensa se non era il caso di ricordarla un paio di volte in più questa storia dei tagliandini, a mamme che corrono tutto il giorno e per cui il Concorso dei Presepi non è esattamente il primo pensiero la mattina.

Il secondo è che il tuo sarcastico bigliettone ai genitori che se ne fregano  non ha fatto nè caldo nè freddo: se ne fregavano prima e se ne fregano adesso, al massimo sei riuscita a tirare via un _eccheppalle.

Quelli a cui hai dato un pugno nello stomaco di prima mattina sono i genitori giocolieri, quelli che cercano di tenere in aria un numero indefinito di palline ma inevitabilmente gliene scappa qualcuna, quelli che sembra che il tempo e l’impegno siano sempre una coperta troppo corta, quelli che sti maledetti giornali coi tagliandini li hanno comprati quando potevano e quando si ricordavano.

Io ti capisco, MaestraG, senza sarcasmo, e spero che tu ti sia sfogata e ti senta meglio.

Se la prossima volta potessi sfogarti e sentirti meglio senza fare sentire ME una sciagurata che se ne frega della figlia, te ne sarei grata.

Tua Seavessi.


lunedì 31 gennaio 2011

E adesso cosa facciamo?

Seavessi è malmostosa.

É  stata una pessima mamma per tutto il WE (detto senza traccia di ironia); il problema è presto detto. 
Seavessi è considerata, all’interno della famiglia, come un’inenarrabile stracciaball noiosa. Peraltro anche a ragione, quanto sopra non è per obbligare chi legge a dire _ma nooooooooooo sei tanto carina è simpaticaaaaaaaa

No, Seavessi in effetti non è una persona particolarmente brillante, sempre impegnata in mille interessanti attività.

Seavessi è solita perdersi in contemplazione di film che non piacciono a nessun altro – negli annali della famiglia è rimasto il suo ostinato tentativo di fare guardare a tutti Rosencrantz and Guildenstern are dead, improbabile (ma bellissimo) mappone su due oscuri personaggi secondari dell’Amleto.

Seavessi considera perfettamente riuscito e divertente un pomeriggio passato a leggere o a preparare una torta.

Il pro è che da questo punto di vista Seavessi è la persona meno problematica del mondo, dove la metti sta ed è contenta, non è il tipo che al cinema protesta perché voleva andare al cinese e al cinese rompe perché prefariva l’apericena.

Il contro è che Seavessi non ha affatto lo spirito dell’animatrice, e se qualcuno le chiede di organizzare una serata va in crisi mistica a parla con le fate, angosciata dall’idea di dover trovare qualcosa che piaccia a tutti – e angosciata anche dall’eventuale presenza di persone che rompono perché preferivano andare al cinese.

Da un po’ di tempo l’Infanta ha preso l’abitudine di guardare Seavessi con gli occhioni sgranati, e dire _e adesso cosa facciamo? E  Seavessi va  nel panico.

Seavessi cerca di ingegnarsi, ma è inverno, nevica, MaritoNP è al lavoro, c’è anche un limite al numero di Velmi di didò che si possono fare senza cominciare a vedere gli elefanti viola che ballano in soggiorno.



Seavessi è al punto in cui il venerdì sera è striscia di stanchezza, e allo stesso tempo ha il terrore del lunghissimo WE che le si stende davanti, e perfino cercare attività da proporre all’Infanta è diventato un peso.

Senza voler fare nessun tipo di paragone – che sarebbe assolutamente fuori luogo – Adriano Sofri ha detto_i decenni volano, sono certi pomeriggi che non passano mai.

Seavessi vede con ansia avvicinarsi il momento in cui anche l’Infanta penserà di avere una mamma noiosa.

Ma quando arriva la primavera?

venerdì 14 gennaio 2011

Addirittura

... che poi pure una sprovveduta come Seavessi, che non ha uno straccio di piano educativo a lungo termine, ci prova lo stesso a tenere una linea, sia pure oscillante fra lo spiegoaoltranza e il quicomandoio.

...che poi anche Seavessi si nasconde in bagno per leggere le oscene Riviste Fainfigliotechepoilofaccioanchio, ricavandone consigli improbabili e sensi di colpa a cui da sola non era arrivata a pensare.

...che poi in fondo basta il buon senso aka sale in zucca, non è che ogni volta bisogna fare una seduta spiritica e evocare Marcello Bernardi per sapere che non è una buona idea educare a urlacci.

Ma ci sono giorni in cui le avverse circostanze, la luna in trigono con Urano, il sonno arretrato e il marito brontolone si scontrano tutti insieme e vien fuori uno Psycho party che metà basta.

Seavessi-casa, mattino, interno giorno

Seavessi si è svegliata in ritardo e ora sta cercando in contemporanea di truccarsi, vestire l’Infanta, rifare i letti, dare una passata al bagno e nel frattempo inseguire MaritoNP ricordandogli una per una (sia mai che ci facciamo una lista) le cose che deve comprare oggi che va a fare la spesa – quest’ultima parte è completamente inutile, non c’è caso che un individuo con dotazione cromosomica XY riesca a comprare la farina autolievitante per pizza e focaccia no quella per i dolci eh! Oppure l’ammorbidente in granellini azzurro o se non c’è quello bianco anzi no forse è più giallino comunque no quello rosa che mi fa schifo.

Seavessi _Infanta vieni qui che ti metto la felpa che t’ho già chiamata due volte non farti chiamare la terza! INFANTA!

Infanta  (dalla cucina)_mammaaaaaaa il Velme ha mangiato tutti i Pandittelle!

Seavessi _MARITONP!!! Marito NP  brutto (qui si spera che l’Infanta non abbia sentito) hai finito i Pandistelle! Ma si può! Lo sai che al mattino servono i Pandistelle!!! INFANTA VIENI QUI CHE TI METTO LA FELPA!

Infanta (dalla cucina)_noooooooo non è ttato papà! E’ ttato il Velme! BUAAAAAAAAAH mamma è ttato il VELME!


MaritoNP (perplesso) _quali Pandistelle? (NDR cosa si risponde a una domanda del genere? Quanti tipi di pandistelle tenete voi in casa?)

Seavessi (alzando la voce e con l’occhio che comincia a lampeggiare, piomba in cucina brandendo la felpa) _Infanta non mi interessa niente chi è stato! Vieni qui che siamo in ritardo e MaritoNP cerca i buoni pasto che non li trovo! E’ tardi! E’tardissimo non è possibile se non mi sveglio io non si sveglia nessuno!!!

Infanta (correndo intorno al tavolo) _mamma non voglio la felpa viola voglio quella losa! NO! NON VOGLIO!

Seavessi (psycho mode - ON) _ AAAAAAAAAAAAARGHHHHHH! INFANTA! MARITONP!!
 BASTAAAAAAAAAAAAA NON NE POSSO PIU’ INFANTA ADESSO BASTA METTITI LA FELPA E STAI ZITTA TE E IL VELME E I PANDISTELLE MARITONP IO NON CE LA FACCIO AL MATTINO MI DEVI AIUTARE! INFANTA NON MI INTERESSA CHE LA FELPA E’ VIOLA ORA TE LA METTI CHE IO MICA POSSO CORRERE DIETRO A TUTTI METTITI STA FELPA SE NO DICO ALLA NONNA CHE NON TI DIA L’UOVOKINDEL E NON TI SALUTO DALLA FINESTRA DELL’ASILO E DOMENICA NON ANDIAMO IN PISCINA E DOMANI TI ARRANGI A VESTIRTI IO NON TI AIUTO PIU’ TE E TUO PAPA’ E LA FELPA VIOLA IO PRENDO IL PRIMO LOW COST PER CUBA E NON MI VEDETE PIU’! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRGHHHHHHHHHHHH!




Infanta (calmissima, con aria interessata e leggermente divertita) _Addilittùla?

venerdì 31 dicembre 2010

Urlacci, caffè e una talpa

Seavessi ha cominciato l’ultimo dell’anno prendendo a urlacci MaritoNP, reo ufficialmente delle seguenti colpe:
  • Essersi svegliato tardi
  • Avere sbuffato quando Seavessi l’ha svegliato

L’incauto ha anche cercato di ribattere a tono, senza capire che l’incazzatora di Seavessi arrivava da altrove; Seavessi si è svegliata presto, e le sono balenati in mente i seguenti pensieri:

  • Poffarbacco, è l’ultimo dell’anno e come al solito lavoro fino a tardi.
  • Perdindirindina, anche se non lavorassi fino a tardi comunque MaritoNP arriverebbe a casa alla sant’ora, per cui comunque non si potrebbe fare niente.
  • Sono piccola e nera e faccio una vita da pensionata,  vedi un po’ che Nonnobis stasera esce e va a festeggiare e io va a finire che alle 22.30 sono a letto.
  • Ma di andare al mare domani non se ne parla proprio più? No? Passato in cavalleria? E lo sapevo che tanto non si faceva nemmeno quello.
  • Ma te guarda come se la dorme MaritoNP, non è estremamente irritante che io sia qui inviperita e depressa e lui stia ronfando con la bollicina al naso come i cartoni animati? Aspetta un po’ che lo sveglio scuotendolo amichevolmente.



E qui come potete capire son partiti gli urlacci.

Poco dopo è arrivata Santa NonnaG, Infantasitter di turno, cinguettando _ooooooooooooh Infanta, ma lo sai che c’è una talpa sotto il porticato (ndr il giardino di NonnoG e NonnaG è funestato da una dinastia di talpe, contro cui NonnoBis lotta, con ogni mezzo ma invano, da 16 anni)? Vieni Infanta mettiamo la giacca, andiamo a vedere la talpa!!!

Seavessi _NonnaG, ma ora che la vesti la talpa se n’è andata... anzi strano che fosse sotto al porticato...

NonnaG _ ecco ehm.. beh... no, non se n’è andata....

Seavessi _ ma è viva la talpa?

NonnaG _ehm... non proprio...  su su vieni Infanta che andiamo a vedere la talpa (omissis: morta), è bellissima!!!

Le due escono, dissolvenza.

Seavessi rimuove l’episodio, non prima di avere immaginato una Infanta trentenne in lacrime sul lettino di un analista, mentre rievoca l’episodio della talpa. 
Appunto mentale: mettere via una somma mensile per il futuro analista dell’Infanta.

Stroncata da contanto inizio, e assolutamente poco incline a confessare a MaritoNP che s’è gia bell’e stufata di essere arrabbiata, Seavessi decide di concedersi un po’ di ritardo al lavoro, e va a scroccare un caffè in ufficio da NonnoG, che oggi festeggia non solo l’ultimo dell’anno, ma anche l’ultimo giorno di lavoro: da lunedì è in pensione, sorride a 32 denti e sprizza allegria anche dalle orecchie. Ci voleva.

Seavessi gli auguri li fa più tardi, tanto ha davanti una luuuuuuuuuunga giornata in un openspeis mezzo vuoto per pensare ai buoni propositi e ad essere più buona, soprattutto con MaritoNP (che comunque dopo più di 10 anni dovrebbe aver capito che Seavessi è, ahimè, soggetta a terribili incazzature traslate).


giovedì 30 dicembre 2010

One is the loneliest number

Perché è papà a insistere, e io a frenare.

Perché quando ti penso non posso farci niente, mi parte l’amministrativa inside e mi metto a fare i conti di nido + mutuo + piscina per te e tua sorella + giocattoli educativi + caffè (tanto) per me, e mi vengono le vertigini.

Perché, dato quanto sopra, devo lavorare, e ho paura di non riuscire a starti dietro.

Perché non faccio neanche in tempo a dire part t... che già cominciano a ridermi in faccia.

Perché prima ho mentito, almeno in parte, e oltre ad aver paura non stare dietro a te, ho una paura porca di avere ancora meno tempo per tua sorella.

Perché adesso comincio a respirare.

Perché NonnoG e NonnaG (e non parliamo di NonnoBis) sarebbero infinitamente felici e mi aiuterebbero senza che neanche lo chiedessi, ma forse non è giusto, visto che hanno allevato me e Ziabella e la loro parte direi che l’han già fatta.

Perché vorrei tanto prima o poi tornare una domenica allo stadio, e tu allontaneresti indefinitamente quella domenica.

Perché non so se ho le spalle larghe abbastanza.

Perchè sono un’egoista piena di paturnie.

Perché è colpa mia che  non ti voglio abbastanza.

Perché nonostante quanto sopra sento la tua mancanza, e vorrei che fossi qui, e mi fa male, quindi sono anche tendenzialmente bipolare.

Per questi e per N altri motivi, Solellina (o Flatellino  che tu sia) ti capisco se non vuoi venire fuori dall’Almadio.

Ma se vorrai, per quel poco che son capace, io sono qui ad aspettarti.




PS Se fosse un'amica a fare questo discorso, Seavessi le darebbe della cretina, la abbraccerebbe e cercherebbe di transitarla davanti a un bicchiere di Brachetto (o parimenti terapeutiche bollicine rosse). 
E’ che oggi va così, poi passa.

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