martedì 6 marzo 2012

Autoironia, ma anche no.


Poco tempo prima della nascita di Revoluciòn, un collegamico ha girato a Seavessi una mail, ritenendo di fare cosa gradita; trattavasi di una di quelle mail buffe, tipo 10 cose che una mamma NON deve fare se no rompe le balle.

Il collegamico titolava la mail "te la giro perché so che non ti manca l'autoironia".
La mail conteneva cose un po' già sentite, ma comunque abbastanza divertenti, tipo  non usare "eh sai la bambina" come scusa per un ritardo in ufficio (nel caso, si suggeriva di dare piuttosto la colpa a un malore del cane), di non  impestare i colleghi con i resoconti del colloquio con le maestre, non portare i bambini a fare lunghi viaggi in treno o aereo (si sa che tanto i pargoli usano le Passaporte) cose del genere insomma.

Fra le altre cose, c'era la che al resto del mondo non interessano i discorsi sulla cacca di tuo figlio.

Seavessi ci ripensava berso le quattro di stanotte mentre, appunto, lottava strenuamente contro la cacca di Revoluciòn. Chiunque abbia mai maneggiato un neonato sa benissimo che la cacca non se ne sta lì buona nel pannolone, se appena appena gliene dai la possibilità cerca di espandersi alle tue mani, ai vestiti, alle tende e se ci riesce anche al divano del vicino di casa.

Stanotte a Seavessi mancava del tutto l'autoironia.

Perché, si chiedeva Seavessi, le mamme sono obbligate all'autoironia se no sono delle piaghe? 

Pare che il resto del mondo consideri gli argomenti mammeschi come fra i più noiosi sul mercato. Bon, può essere. Seavessi peraltro non ricorda che in sala caffè al lavoro si parlasse solo del futuro del nucleare in Iran o della velocità dei neutrini del Cern.

Ricorda, Seavessi, dei gran discorsi sul doloroso ciclo della collega, sull'Inter, su chi è l'amante di chi, sul Novara, sull'ultimo modello di iPad, sul Milan. 
Seavessi ha assistito, inerme, a tremende disamine sulla lunghezza dello stivale di moda quest'inverno, pur considerando, Seavessi medesima, tutto l'apparato modaiolo una roba di una noia ai limiti del suicidio assistito.

Nessuna delle persone che faceva cotanti discorsi si sognava di essere autoironica e pensare "ohpoffare, vedi che sta brava donna di Seavessi mi guarda col salvaschermo dei pesciolini negli occhi, e sta meditando di fare una confcall coi colleghi indiani solo per andarsene da qui".

Ah ma le mamme no. Le mamme se parlano di problemi da mamme rompono.
Seavessi non ci sta.

Le mamme rompono né più né meno degli altri.

E se una poveraccia, che magari non dorme decentemente da mesi, ha appena cambiato l'alimentazione del pupo ed è in ansia per la cacca, non deve per forza sentirsi un'idiota menomata se ne parla.

Seavessi vuole un cacca-pride day, perché ci sta ricascando contutte le scarpe (visto l'argomento), perché la Seavessi-famiglia e dintorni, in particolare i dintorni che solitamente facevano da sfogo a Seavessi, purtroppo in questo momento hanno i loro bei cazzi e mazzi altre priorità da gestire. E Seavessi, come facciamo in tante, sorride e dice che va tutto bene, e poi nient'altro perché deve tornare dalla pupa che urla.
Perché si sa, gli argomenti da mamme sono noiosi per il resto del mondo.



PS Revoluciòn in realtà è una brava bimba, solo si sveglia ogni tre ore. Che andrebbe anche bene, non fosse che Seavessi non riesce a riaddormentarsi e sta lì con gli occhioni sgranati a rimuginare. Poi di giorno muore di sonno e si riempie di caffè, per cui di notte non riesce a dormire ecc. Qualcuna ha un'idea di un rimedio (pillola, droga, voodoo) che permetta a Seavessi di dormire decentemente la notte senza essere totalmente rincretinita di giorno (o, a scelta, di essere sveglia di giorno senza poi rimuginare la notte)?

PS2 per completezza, ho ritrovato la mail in questione e ve la copio. Ovviamente il problema non è solo la cacca :-)

10 passi falsi in società da evitare più dei pidocchi 
Ovvero: tutto quello che pensavate di poter dire, fare (o baciare) in quanto madri, il più delle volte, spiace: non si fa! 

1) Non si parla di cacca in pubblico. Mai. Neanche se «è bellissima». Perché la cacca non è mai bellissima, innanzitutto. E poi puzza. Sempre. A voi sembra di no, ma sono gli ormoni. Cioè: sostanze prodotte in natura col dichiarato scopo di consentire a una donna normale di occuparsi di una bestiolina isterica abbastanza a lungo da garantire la sopravvivenza di entrambe. 

2) Non si parla al plurale. Voi non avete «fatto proprio un bel ruttino», voglio sperare. Voi non avete «mangiato tutta la pappona, gnam». Ma soprattutto: voi non avete (e non avrete mai, mi auguro) «il culetto tutto rosso», «le colichette», «i dentini che inossano». (Figuriamoci «fatto tanta cacca» - bellissima o no). 

3) Non si abusa - almeno professionalmente - del «sailabambina» (ovvero della giustificazione definitiva: Hai consegnato la relazione? «No, sailabambina: è stata male»; Ne parliamo domani in riunione? «No, sailabambina: ha la recita di Natale»). Se la bambina è veramente cagionevole, o molto mondana, inventatevi un cane. E un veterinario sempre in ritardo. 

4) Non ci si offende mortalmente se l'invito a quel matrimonio non è stato esteso ai bambini. Ai matrimoni comanda la sposa, e una sarà pure in diritto di organizzare un ricevimento formale di sera - o una sessione di bungee jumping nuziale - senza doversi preoccupare dell'animazione under 3. Certo: il vostro matrimonio era di giorno, col menu bimbo e due pagliacci prezzolati. Ma voi avevate un figlio, appunto. 

5) A proposito di ricorrenze: Non si usano le foto di un neonato vestito da Babbo Natale (scattate a luglio, peraltro, per venire incontro alle tempistiche di stampa) per augurare urbi et orbi «Buone Feste». È consentita una tiratura limitata per nonni e zie, previa promessa di far sparire ogni prova entro il tredicesimo compleanno dell'accaldato mini-modello. 

6) Non si fa salire su un treno - o peggio: un aereo - il minore senza aver provveduto a organizzare forme varie di intrattenimento (quieto) per una durata almeno doppia - ma meglio tripla - del tempo di percorrenza. Nel malaugurato caso in cui neanche tutta la gadgeteria ufficiale Disney dovesse bastare a placare l'improvvida crisi di nervi, non si risponde scocciate ai compagni di viaggio esasperati. «È solo un bambino» non è certo un motivo sufficiente a perforare i timpani di 200 disgraziati intrappolati 13000 metri sopra il livello del mare. 
7) Non si assume che qualunque superficie piana, ovunque disposta, possa efficacemente essere adibita a fasciatoio (a meno che tale superficie non si trovi a casa di vostra madre, nel qual caso: sentitevi libere). Il fatto che siate state invitate a portare il piccoletto con voi vuol dire che i vostri amici (beati loro) vi considerano ancora dotate di qualche traccia di senno, non che hanno deciso di immolare il divano di pelle nuovo alla causa della «cacca bellissima». 
 Non si fermano donne incinte per strada, non si attacca bottone in fila al supermercato con la scusa della pancia, non si elargiscono consigli non richiesti per la rapida cicatrizzazione dell'episiotomia sotto il casco del parrucchiere. Il fatto che vi accumuni un'esperienza importante come la gravidanza non vi rende tutte parte di un club di confidenze intime. Come dice una mia amica saggia: partoriscono pure i gatti. 
9) Non si dà per scontato che la propria configurazione familiare sia quella standard. Pertanto, non si dice «prima chiediamolo alla tua mamma» al bimbo che vuole un altro dolcetto al buffet di compleanno. Non si rassicura la piccola caduta di bicicletta con «adesso andiamo dal tuo papà». E mai - mai, mai, mai - ci si lascia scappare qualsivoglia commento su qualsivoglia somiglianza tra qualsivoglia adulto e un bambino del quale non si conosca l'albero genealogico con assoluta - assoluta - certezza . 
10) Non si pensa di essere - al mondo in splendida solitudine - perfettamente in grado di fare tutto: che ci vuole. Se avete una tata affidabile, nonni scattanti, una splendida carriera, bambini geniali oltre che educatissimi, un marito devoto e neanche una smagliatura, non è che siete più brave delle altre. O siete Angelina Jolie, o siete solo più brave a raccontarvela.

21 commenti:

Sonietta_1976 ha detto...

Non so perché, ma questo decalogo è stato scritto da un uomo o da una ragazza mooolto giovane e mooooolto convinta che il mondo giri intorno a lei.... ma sicuramente starò sbagliando :-D

La ragazza di Bottega ha detto...

Concordo con Sonietta... aggiungerei un'altra categoria: donna sui 40 che purtroppo non ha avuto figli.
Non sono mamma ma se lo fossi manderei al diavolo l'autoironia: ci sono un po' troppe cattiverie gratuite in questo decalogo.

ElizabethB ha detto...

Non voglio sapere chi è il maestro di tatto che te l'ha mandata.
Seconda cosa: anch'io voglio il cacca pride day!!!

...e sui discorsi della sala caffè, aggiungerei con gioia deliranti dissertazione sul bisnes di cui uno, in pausa per di più, vorrebbe volentieri fare a meno.

sfollicolatamente ha detto...

hahahhha quella dello screensaver coi pesciolini mi ha fatta morire! no ho ancora letto il decalogo xke...devo andare a cambiare una cacca, evviva il cacca pride!!!

Susibita ha detto...

Non l'avrei mai detto, e non ne vado particolarmente fiera, ma credo di aver bisogno di aderire al caccadaypride.
Che poi quelle che la chiamano "cacchina bella di mamma" proprio un se possono sentì, posso pure essere d'accordo. Ma -dico io- esistono? No perchè secondo me una madre vera, alla terza cacca VERA, sta cosa non la dice. Non se è sana di mente.
E se in aereo/treno/bus non ne vuole sapere di stare buono? Se non basta nulla, ma proprio nulla? Se gli è presa proprio male? Che faccio, scendo? Lo metto in stiva? Non espatrio per i prossimi 6 anni?
Comunque la migliore è quella del matrimonio: l'amica che t'invita ma tuo figlio no grazie, che non ha tempo di organizzargli il pagliaccio e i palloncini per intrattenerlo. Perchè: qualcuno glielo aveva chiesto?

Susibita

Anonimo ha detto...

Hai provato con i fiori di bach?...a me avevano fatto molto bene!!!

SuSter ha detto...

Questo non getta una luce positiva sul tuo collega...
Scusate ma forse bisogna chiarire il concetto di autoironia: l'autoironia deve essere innanzitutto "auto", ovvero, provenire da chi è soggetto delle esperienze vissute; secondo, deve essere divertente, deve almeno far sorridere, se no che ironia è?
Dunque, a me questo decalogo non è riuscito a far nemmeno sollevare mezzo angolo della bocca, ma non certo perchè io non sia autoironica, quanto perchè snocciola banalità e clicheés sull'esser madri (io sinceramente devo ancora conoscerla una madre che parli della cacchina bella di suo figlio) ad alimentare la generale insofferenza e indifferenza del mondo per le esigenze e le difficoltà di una madre, da parte di chi ovviamente non sa cosa significa dover fare i conti con la vita di tutti i giorni con la costante presenza di un bambino piccolo appresso, come se avere un figlio fosse l'ultimo dei capricci di noi donne sempre un po' isteriche. Non è un cane, appunto.
Inoltre condivido la perplessità di Seavessi: ma se uno deve prendere l'aereo (o il treno) dove dovrebbe lasciarlo il bambino?
Poi: se dovessi ricevere un invito a un matrimonio dove si dichiara espressamente che i bambini non son graditi credo innanzi tutto che non andrei, ma sicuramente penserei che chi me l'ha inviato abbia avuto ben poco tatto, sapendo che io ho una bambina piccola, ad invitarmi con quella clausola. Credo che questa sia una delle cose che non si fanno, assai più che portare un bambino in aereo.

SuSter ha detto...

Ecco non avevo letto il commento di Susibita, ma in pratica mi associo a lei in tutto. Uomini: questo decalogo non fa ridere! Forza: spremetevi di più, si può fare di meglio! materiale ce ne sarebbe eh, che madri schizzate non ne mancano in giro...

LadeaKalì ha detto...

Viva Seavessi! Viva le mamme e viva le cacche! Essere monotematici viranti all'ossessivo non va bene nè in un senso nè nell'altro..Nel mio ufficio fui la prima ad avere bambini, e mi sembrava sempre di camminare in un campo minato, appena la conversazione virava su pannolini, pediatri & co. le colleghe sbuffavano...e secondo me, quanto a pallosaggine, le dissertazioni sulla french manicure e sul modo di smacchiare le fughe delle mattonelle del bagno battevano tutti gli altri possibili argomenti...

Marix ha detto...

Anch'io voglio partecipare al cacca day pride! Con tutta quella che ho dovuto - e devo ancora - pulire... Forza Seavessi: sei tutte noi!
Baci
Marix

giliola ha detto...

Fai le scuse al tuo collega da parte mia, ma questo decalogo non mi ha proprio fatto ridere per nulla e se con questo manco di autoironia, beh, me ne farò una ragione........ la cacca è la mia ossessione e purtroppo non è quella di un lattante quella con cui io ho a che fare quotidianamente... per cui: inno al cacca day pride, che la cacca sempre cacca è, che sia di tuo figlio o di tua madre, magari cambiano solo le quantità, ma non ti ci abitui mai!!!!!!

Mirella ha detto...

riuscirà la nostra eroina a rispondere almeno un pochino prima che la pupa si svegli?
Allora, io non crocifiggerei il collega in sala mensa; il problema è che questa ironia simpaticona sulle mamme è socialmente accettata, voi raccontereste a un carabiniere una barzelletta sui carabinieri, o a un omosessuale una barzelletta sugli omosessuali? Solo nel caso aveste voglia di prendere dei sani ceffoni, immagino.
Invece se si fa sulle mamme uh che sarà mai, non sei affatto spiritosa eh! certo da quando sei mamma...
E' questo che ha scocciato me: dare per scontato che mi devo pigliare per il kiul da sola. Ma non sempre c'ho voglia, perfino io che non sono esattamente miss serietà.
Vabbè. anyway... sentite lo facciamo davvero il cacca pride? scegliamo un giorno in cui scriviamo un post su quanto sono belli e unici i nostri figli e quanto è santa la loro cacca e tutte le cose che più sì che no ci imbarazziamo a dire?

WonderP ha detto...

salto i commenti altrui e mi scuso quindi se sarò ripetitiva: non ci piace no no no il collegamico!
Mi considero una con molta ironia e autoironia, ma francamente non mi vergogno di affermare che SI, l'avere partorito mi ha collocato per un certo periodo di tempo in una sorta di club esclusivo dove tutte desideravamo parlare solo di quello. e allora?!
Del resto i miei colleghi TUTTI I LUNEDI o comunque i giorni post-partita ammorbano la sala mensa con discorsi sul calcio. Noi almeno ci auto limitiamo a 10 mesi post parto, poi cambiamo pagina. (Che se pensi quanto è lunga una vita, che saranno mai 10+10 mesi mediamente?!)

Sara ha detto...

Sono sempre stata sufficientemente anarchica da fregarmene del si fa non si fa dei decaloghi per ben apparire in società...Però condiviso l'ultimo punto del decalogo: se c'è una cosa da cui fuggo sono le mamme prime della classe (anche a cambiare la cacca), che ti spiegano che hanno la cremina migliore, il pannolino più conveniente...eccheppalle! non è l'argomento, ma è il modo di fare che mi manda in modalità salvaschermo, con sorriso stampato e il disco rotto:"ma va?!". E secondo me il decalogo è scritto da una di queste mamme (che sa come intrattenere i bambini in alta quota, che ha uno staff di nonni che gli tiene i bimbi quando va ai matrimoni, che si porta sempre le traversine per cambiare il pupo... ma soprattutto che ha tempo e voglia di frequentare la "bella" società senza fare passi falsi!!
Seavessi non te ne curare, non serve neanche un briciolo di autoironia...tu sei l'inno vivente di noi donne e mamme felicemente e normalmente incasinate!:)

Anonimo ha detto...

rispondi a quella mail con un "ma sei scemo e te ne vanti?"

e lascialo a domandarsi il perchè



gi

Anonimo ha detto...

Io invece vorrei tentare di rispondere alla domanda: "Qualcuna ha un'idea di un rimedio (pillola, droga, voodoo) che permetta a Seavessi di dormire decentemente la notte senza essere totalmente rincretinita di giorno (o, a scelta, di essere sveglia di giorno senza poi rimuginare la notte)?"
La risposta è "Storia della matematica" di Carl B. Boyer
Un must dell'insonnia! Il capitolo sul sistema sessagesimale degli Assiro-Babilonesi è insuperabile.

Bridigala ha detto...

...e non si scrivono decaloghi così cretini ed improvvidi, che dimostrano l'assoluta mancanza di empatia con il prossimo. Brrr... che nervi, capisco che tu ti sia vagamente irritata, io appenderei l'amico per le caviglie e lo costringerei a cambiare i pannolini della tua bimba per 15 giorni, poi vediamo di cosa parla lui ;)

Robin ha detto...

In effetti, perfino da non mamma, confermo che i discorsi sulle tendenze della moda sono più noiosi dei resoconti sui neonati...
Però, a costo di tirarmi addosso un'infinita fila di uova marce, a me i primi punti del decalogo hanno fatto ridere :D Sarà che non sono mamma ;)

Starsdancer ha detto...

Ho aderito al Cacca Day, anche se non l'hai indetto :)
eh si, il tuo collega non è certo molto simpatico, anzi, mi sa che forse ti voleva mandare molto simpaticamente un messaggio subliminale? Ma che vada a farsi un giro.
Decalogo di mer....a scusa la volgarità.
Non ho capito bene il passaggio sul non si fermano donne incinta per strada etc. e perchè mai? Il bello di avere una pancia o di un bimbo è proprio quello di conoscere altre mamme e farsi 4 risate insieme, ovviamente che la mamma in questione non sia una di quelle che si da arie e ha fatto il figlio per posta o lo accudisce per posta :D
ahahaha

CosmicMummy ha detto...

qui non si tratta di avere autoironia, ma una fervida immaginazione... perchè io sinceramente non ho mai assistito nè partecipato a nessuna delle cose raccontate in questo decalogo, eppure ho 2 figli e diverse amiche con figli.
detto questo, sono assolutamente d'accordo a inventare voli o locali "child-free", purchè tutti gli altri siano child friendly, così chi proprio non sopporta i bambini si toglie dalle palle, e chi i bambini li ha e vuole/deve portarseli appresso non solo non si trova questi rompipalle fra i piedi, ma ha anche un posto comodo dove cambiargli il pannolino.

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo il Cacca-day! Fammi sapere quando lo fai!

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