sabato 2 febbraio 2013

Un po' troppo



E' che a volte è un po' troppo.

Un po' troppo tempo che il marito non passa mezza giornata a casa, un po' troppe volte che ci si sgrida da sole e ringrazia che lui lavora, sciagurata lamentatrice di brodo grasso.

Un po' troppi we singlemode, un po' troppi programmi altrui letti su fb, un po' troppi mamma/,minuto a cui rispondere, e pensi che siano queste cose di cui lamentarsi, io non so, sei la Principessa della Lagna.

Un po' troppe pause caffè a cui aggrapparsi, un po' troppa aria che manca, un po' troppo fredda l'aria fuori, un po' troppo scatarranti le pargole per uscire comunque, e che ti credi di essere la sola, flash news d'inverno fa freddo e i bambini scatarrano, che credevi di stare a Cuba?

Un po' troppi orari incasinati, come si sveglia una dorme l'altra, un po' troppe cose da tenere a mente, un po' troppe cose che scappano via comunque, e prenditi un'agenda cretina,

Un po' troppo lontana, e incerta, la primavera, per fare programmi pure quelli singlemode, e se te sei una svampita incapace di organizzare niente cosa vuoi, che lo facciano gli altri per te?

Un po' troppa influenza, e un po' troppo male ai denti sistemati da poco, e quante frigne che fai, fosse questo stare male.

Un po' troppe puntate di Jake e i Pirati, e baciati i gomiti ti ricordi quando era Pippi.

Un orizzonte un po' troppo piccolo, e che vorresti, il mare?



(disclaimer: le depressioni di Seavessi durano quanto le ferme prese di posizione dei parlamentari, ora che qualcuno risponda potrebbe, probabilmente sarà, già tutto passato. Ma avevamo detto che sul blog si potevano scrivere anche queste cose, senza, senza pretese)

giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: apple crumble

Quando si parla di ricette, un po' di competizione scatta: Seavessi si ricorda di una sua compagna di liceo con cui sono andate avanti mesi a scambiarsi ricette "farlocche", che venivano "quasi bene", mancanti di ingrediente segreto o trucchetto o temperatura del forno.7

Allo stesso modo viene la tentazione di andare a pescare la ricettona che farebbe venire i sudori freddi pure a Cracco, quella tipicissima regionale con 182 ingredienti di cui 178 introvabili se ci si allontana più di 10 km da casa (gli altri sono farina sale e olio).

Però Seavessi, dopo averci ben ben pensato, ha deciso che non era quella la ricetta da liberare, ma la ricetta del cuore, quella amata, quella magari semplice fino alla banalità ma che nutre l'anima oltre alla pancia.

(Sì, ovviamente è così calorica che se avete fretta ve la potete spalmare sul sedere invece di mangiarla, tanto sempre lì va a finire).

Dunque, apple crumble à la Gallagher's.

Ingredienti.

tre amiche

svariati treni e traghetti

fame

(molta fame)

Il Gallagher's Pub di Dublino.

(ah, dite quelli per la ricetta?)

5 mele gialle (o 4 o 6, fate voi, vedete quanto son grandi, Seavessi di solito abbonda)
100 gr zucchero
150gr farina
200 gr burro.

*prendete le tre amiche, fategli fare l'esame di maturità, fornite loro un biglietto inter rail.

*shakeratele per bene su vari treni traghetti e mezzi di trasporto vari, avendo cura che, per fare economia, si nutrano quasi esclusivamente di cracker.

*a questo punto, quando avranno una fame tale da far loro apprezzare la cucina anglosassone, fate balenare loro davanti l'ingresso del Gallagher's Pub.

*Una volta entrate, mangeranno a quattro palmenti, e scopriranno un dolce buonissimo, l'apple crumble. una di loro straccerà le balle al cameriere fino ad ottenere la ricetta.


*fate ammorbidire un po' il burro, non troppo. In una ciotolona impastane con le mani burro morbido, farina e zucchero fino a ottenere dei bricioloni. A Seavessi piace aggiungere un goccio di estratto di vaniglia, se vi piace potete metterci un po' di cannella. 

*Sbucciate le mele, levate i torsoli e tagliatele a pezzettoni. Aggiungete un po' più di metà del composto bricioloso e versate in una pirofila ben imburrata (potete usare la carta forna ma poi per impiattare viene un pasticcio). Ricoprite con il resto dei bricioloni.

*Mettete in forno caldo a 180° (ma anche qualcosina di più, voi conoscete il vostro forno) per una mezz'ora abbondante, o finché non è dorato in superficie.

*Servite, e mentre lo mangiate magari con su un po' di panna non zuccherata e poco montata, pensate a Dublino.


Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.



mercoledì 30 gennaio 2013

Quattro biscotti.

Fra ieri sera e questa mattina, Seavessi è stata parecchio male, non si capisce se per una influenza-blitz notturna, o per i postumi dell'anestesia del dentista che Seavessi regge malissimo.

Fatto sta che è stata male, male da alzarsi stanotte e prendere un volo perchè era convinta di trovarsi a casa dei NonniG e ha tentato di fare degli scalini inesistenti, male che stamattina l'altrimenti imperturbabile MaritoNP ha alzato, colazionato, vestito e uscito le bimbe da solo, spaventato che Seavessi per la prima volta da che si conoscono (post cesarei compresi) non sia riuscita ad alzarsi.

Seavessi si è svegliata da sola che erano quasi le dieci, sveglissima e sanissima tutto passato, chissà cos'è stato.

Ma.

Del delirio mattutino ricordava vagamente l'Infanta che diceva mamma ti preparo la colazione,


E quando si è alzata ha trovato sul tavolo la tazzina pronta, il cucchiaino, il tovagliolo di carta con sopra quattro biscotti in fila.

E no, Seavessi non trova niente di buffo e divertente da scrivere in proposito,

Seavessi è sopraffatta dai quattro biscotti, e da quanto non si merita una meraviglia come l'Infanta.

lunedì 28 gennaio 2013

Quella che (il blues della svampita).

Quella che fa la spesa al discount sperando di ritrovare le due trans perdute e nel frattempo fa alti pensieri tipo forse se avessi dato l'esame di solfeggio ora sarei ad Atlanta con Michael Stipe, oh yeah.

Quella che esce dal discount guardando l'orologio e pensando a quale figlia andare a prendere per prima ma se fossi un REM avrei qualcuno che le va a prendere per me vedi che dovevo studiare solfeggio anche se mi faceva schifo, oh yeah.

Quella che alza gli occhi e si immobilizza col carrello e OHSIGNOREBENEDETTOAIUTO c'è qualcuno in macchina cosa faccio chi chiamo aiuto aiuto polizia carabinieri cia efbiai pieroangela (che ha tanto l'aria protettiva) montalbano aiuto i ladri gli assassini i rapitori gli alieni la santanchè, oh yeah.

Quella che si rende conto con sollievo che l'efbiai non è necessaria, e non perché quella  macchina è di un altro modello un'altra marca è in un altro posto di un altro colore e forse non è nemmeno una macchina e comunque non è sua,

ma perché, oh yeah,

Quella che sospira e dice _che sciocca, quella non può essere  la mia macchina,

non ha il volante di pelusc rosa!!!


Oh yeah.

domenica 27 gennaio 2013

Tanti, tanti ottimi motivi.

Negli ultimi giorni Seavessi ha perso il filo del blog, le capita spesso... ma meglio tardi che mai ecco l'elencone, in ordine assolutamente a vanvera, e completamente incompleto, delle mamme meravigliose che sanno di esserlo.

Rileggere questi motivi, e quelli postati come commento, è stato scaldarsi il cuore in queste giornate nebbiose, un po' lagnose, un po' che sembra di non arrivarci mai, di non essere abbastanza. 

Li metto tutti insieme (e prego chi mancasse di avvertirmi, sarà subito aggiunta) per questo motivo, perché anche voi possiate leggere come siamo tutte diverse, tutte innamorate, tutte splendide.

Non sono bravissima con le parole e ringhio se vedo passare un sentimento, ma devo dire che questa cosa (iniziativa? blog catena? meme? boh?) per me è stata speciale, e vi ringrazio tutte dal profondo del cuore.



...ma la notte no!

Mamma Avvocato

La solita

Bimbo cercasi

Trasparelena

Mammamogliedonna

Pinkmommy

Gemini

franci

Marix

Micaela

Mammacicova

Marelibera

Rachele

Gina Barilla

la Ele








martedì 22 gennaio 2013

Le mie 20 ragioni

 Da un'iniziativa (bellissima) di MammaMoglieDonna.


Secche. Anche perché non ci avevo mai pensato prima, la ragione per cui si regalano libri ai bambini è la stessa per cui gli si tiene la mano per strada e gli si danno i baci nel collo, per amore.

1- Un libro non va montato. Si scartoccia il pacchetto ed è lì, pronto e col suo buon odore di libro, niente minorenni ululanti mentre papi legge le istruzioni in svedese.

2- Un libro non canta. Non fa musichine irritanti, non ripete frasi improbabili in italiano e in inglese. Sta lì e sta zitto. Anche quando è in uso.

3- Un libro non ha bisogno di pile quadruplaZcarpiata, reperibili solo da un rivenditore ebay del Punjab.

4- Un libro non occupa otto mq del salotto una volta spacchettato (disse quella a cui una vicina ha regalato la casetta di tela di cicciobello, da montare agevolmente in cameretta dove impedirà qualsiasi altra attività).

5- Un libro non ha parti piccole che NOOOOOOOOOOOOO non giocarci ora che c'è la sorellina e si mangia i pezzetti, se la sorellina si mangia la carta non capita niente.

6- Un libro se QUALCUNO lo lascia per terra e tu lo calpesti a piedi scalzi, non elenchi tutti i santi del calendario andata e ritorno. Non fa neanche male.

7- E' piuttosto improbabile che perfino Seavessi, il cui concetto di ordine è simile a quello di buco nero, riesca a perdere dei pezzi di libro rendendo il medesimo inutilizzabile.

8- Ci sono libri di tuttissimi i prezzi, per tutte le tasche e per tutte le età. Non esiste pargolo (o adulto) che non abbia il SUO libro che lo aspetta.

9- Per tutti i motivi di cui sopra, mamma e papà vi saranno grati, e farete un sacco di punti rispetto alla zia Etelberta che ha regalato ai dolci nipotini una pianola semiprofessionale.

10- Regalare libri è una fantastica scusa per andare in libreria.

11- Un libro crea ricordi. Il papà che ti legge un libro è un senso di caldo e sicuro che ci si porta dietro.

12- Un libro dice un sacco di cose, e le dice senza rumore, senza urlare, senza sbraitare, senza lucine e fronzoli vari. E vi pare poco.

13- Un libro è sempre lì. quando si torna stanchi da scuola o per una domenica pomeriggio di pioggia. basta aprirlo e si parte.

14- Un libro insegna il gusto della scelta, insegna a discriminare. Di cento libri in libreria, alcuni li leggerai, altri li amerai, e contribuiranno non poco a definirti.

15- Un libro, prima te lo legge la mamma. Poi tu lo leggerai alla sorellina. E lei poi lo leggerà alla cuginetta. E ognuno di questi passaggi si porta dietro l'amore dei precedenti.

16- Hanno un così buon profumo, i libri.

17- Un libro difficilmente si autodistrugge. Si possono leggere i libri della nonna bambina, con sopra ancora le dediche di chi l'ha regalato a Natale 1960. E farsi raccontare dalla nonna che è un regalo di una prozia, la prozia che abitava, e che si chiamava, e che faceva dei bellissimi calzini a maglia.

18-Un libro chiama altri libri. E si scopre che ci sono posti meravigliosi che si chiamano le biblioteche, e hanno meravigliose sezioni per bambini, e a volte anche stupende "ore della storia". 

19- Un libro è un argomento di conversazione quasi sempre migliore, a cena, della politica o delle tasse.

20- C'è pure lo strano caso che, regalando un libro a un bambino, questo impari qualcosa.

E voi? Partecipavate anche voi! Qui trovate la lista delle partecipanti.

E se te lo stessi chiedendo, Lucia, sì, sto dicendo (anche) a te!

venerdì 18 gennaio 2013

Un

Un sacco di tempo

Un minuto, soltanto

Un cielo bianco, e la neve dalla finestra

Un passeggino verde, verde pugno in un occhio

Un ammasso di riccioli ramati

Un piglio da generale di brigata

Un gatto per amico

Un modo misterioso di capirti con tua sorella

Un temporale negli occhi

Un mondo di sole quando sorridi

Un sacco di tempo

Un minuto, soltanto




Un anno.



Auguri, Revoluciòn.




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