martedì 15 gennaio 2013

10 ottimi motivi.

Che Seavessi lo sa che ne sentivate la mancanza, di un bell'elenco. 

Seavessi nei giorni scorsi ha chiacchierato con una conoscente che non sentiva da tempo, giovine allegra, festaiola e spensierata al di qua e al di là del confine dell'incoscienza.

Che sta per partorire, le scade la pancia in questi giorni.

Seavessi si è chiesta con chi stesse parlando. Perché parlava con una persona spaventata, non la fifa normale da parto,  ma la serie infinita, attraverso cui siamo passate in tante, degli E Se.


E Se non riesco a partorire naturalmente.

E Se non ho il latte.
E Se non lo so cambiare.
E Se non capisco perché piange.
E Se non so farlo dormire.

Seavessi si è chiesta se tutti questi E Se ci sian sempre stati, o se non ci sia oggi un eccesso di aspettative, che ci creiamo da sole o che ci creano gli altri.

Senza approfondire se no poi volano i coltelli, Seavessi pensa che questa ragazza sarà un'ottima mamma. Sbaglierà, sarà Pessima a suo modo, ma in definitiva sarà un'ottima mamma.
Lo siamo tutte.
Proviamo a dire perché?
Proviamo a darci una botta di autostima, che se aspettiamo gli altri possiamo metterci comode?
Proviamo a mettere l'accento su quanto siamo fantastiche e non su quello che sbagliamo o abbiamo paura di sbagliare?

I miei 10 ottimi (e faticosi, mannaggia l'abitudine all'autocritica) motivi sono questi:

1- Giochiamo il più possibile all'aperto, e mai e poi mai ho scocciato la prole strillando guarda che ti spooooorchi
2- Leggo. Leggo un casino, a loro e con loro, perché i libri devono essere oggetti amici e quotidiani.
3- Mi faccio da parte. Le lascio ANCHE giocare da sole, senza mamma che dice si gioca così si gioca cosà stai sbagliando.
4- Poi però quando sento rumore di pluriomicidio corro.
5- Sono noiosa. Sono così noiosa che ormai se un adulto qualunque mi chiede qualcosa io rispondo _si dice per...? Sono una mamma noiosa. Che cerca di allevare figlie educate. Come cantava l'ottima Rizzo,There are worse things I could do.
6- La domenica pomeriggio, a casa finalmente pulita, non faccio finta di non sentire la domanda fatidica _mammaaaaaa coloriamo con le tempere???
7- Il papà è bravo quanto me. Se non lo è si presume che lo sia, in ogni caso non c'è ragione perché non possa calmare LUI la piccola belva che alle tre di notte decide che è ora di urlare contro il cielo. 
8- Preparo un'ottima Minestra di Drago. E ogni volta racconto di come la mamma ha inseguito il drago in giardino e ha lottato con lui per infilarlo, recalcitrante, nel bimby.
9- Posso passare mezz'ora a giocare a proooontooo? proooontooo? E' papà! col telefono di plastica dell'unenne. Se considerate che il gioco consiste nel ripetere proooontooo? proooontooo? E' papà! ad libitum, mezz'ora è buono.
10- Rido. Di loro, con loro e di me.

E voi? facciamo un giro di post di autoincoraggiamento?

Ovviamente chi non ha un blog può scrivere i suoi motivi nei commenti. Mi piacerebbe conoscere un po' anche le lettrici silenziose, ragazze fatevi sotto!


lunedì 14 gennaio 2013

Il diritto di parlare. D'altro.

Tanto tempo fa, agli albori del blog, Seavessi ha scritto alcuni post semiseri sui diritti delle mamme.
La settimana scorsa ha letto il post di un'amica su fb, che le ha fatto venire voglia di continuare la serie.

Riproduciamo parte del post, col consenso dell'amica (grazie Chiara!!!).

Ricordarsi di NON accettare mai più di uscire con la tua amica mamma e le sue amiche mamme.
Dopo due ore a parlare di raffreddori, mariti che puzzano, mariti che si lamentano, suocere rompiballe, usi e riusi dell'aceto in lavatrice, asili, maestre e altro sono scappata con una scusa.


Esso post ha causato un serrato dibattito di Seavessi con  la sua Coscienza, che andiamo ad esplodere.

Dapprima Seavessi si è sentita sbuffosa. Eccheppalle sta cosa che le mamme sono noiose, non è che nelle serate fra single si parli di scissione a freddo, e poi se esci con delle mamme devi aspettartelo che dicano cose da mamme. 
Siccome però l'irritazione continuava, Seavessi ha fatto una cosa che fa frequentemente quanto il Trota legge Proust: ha deciso di approfondire.

Perché questa cosa ti irrita?
Ovvio, perché è vera. Perchè ti saresti tagliata le vene pure tu dopo due ore così, implori l'eutanasia già alle feste di compleanno.
E però sei un'ipocrita, primo perché ti irriti, secondo perché quando vedi le tue amiche non-mamme stracci le balle in modo indegno parlando di maestre e clisterini. Ne sa qualcosa la povera Miglioreamica.
Quindi sei tu che ti irriti da sola.

Perché Seavessi pensa che alle mamme in libera uscita succeda uno strano sdoppiamento. Da una parte vorrebbero, vorrebbero tanto parlare di Viggo davanti a un cuba libre. Dall'altra... si sentono in colpa??? ma va là, si spera bene che nessuna si senta in colpa per una serata libera. Dall'altra parte, dicevo, hanno tante di quelle rimostranze da sfogare verso figli e mariti che se non ne parlano scoppiano.
Sì, sì, li amiamo infinitamente e sono la nostra vita, ma possiamo dirlo che a volte ROMPONO?
Amiamo il marito lagnoso e puzzone perché è lo stesso che ci da un bacio anche quando siamo sfatte, amiamo i figli anche se hanno il raffreddore otto mesi l'anno e ci impediscono qualsiasi attività che non sia stare in casa a fare aerosol, perché sono i nostri bambini meravigliosi.
Ma ogni tanto avremmo anche voglia di fare e vedere altro.

Se poi alla libera uscita sono presenti altre mamme, scatta la tremenda sindrome detta del parto splatter, tale per cui una attacca a parlare delle sue 72 ore di contrazioni, la seconda attacca col suo cesareo che i tre gemelli si erano incrociati che sembravano un lavoro all'uncinetto, la terza sbandiera una bronchite durante da sei settimane e la quarta sbanca il tavolo con la suocera che svezza il pupo a merluzzo alla vicentina.
Un'escalation che la crisi cubana a confronto faceva ridere.

Così la povera mamma in cerca di una chiacchierata su Viggo finisce per passare la serata litigando per la superiorità del Clenil sul Bentelan, e se ne torna a casa più mammesca e malmostosa di quando è uscita.

E allora la povera non mamma che si trova in mezzo?
Se non è fuggita col barista dopo 10 minuti di queste amenità, c'è qualcosa che può fare per salvare la serata.

Amica Senzafigli, fermaci.
Ma proprio urla EEEEEEEEEEEEEOOOOOOOOOOOOHHHHH!!!! come Freddie dal palco di Wembley.
E nei dieci secondi di silenzio che seguiranno dicci quello che vogliamo sentirci dire: smettetela coi bambini, questa è la NOSTRA serata.
E prima che abbiamo il tempo per protestare, ordina da bere.

Sarai nei nostri cuori per sempre.

venerdì 11 gennaio 2013

Ar I Es Pi I Si Ti, Find out what it means to me!

Seavessi non è quella che si definirebbe una mamma amica.

Non solo perché lo ulula costantemente all'Infanta, guadagnandosi occhiatacce dalle altremamme come se piovesse, ma soprattutto perché non ci tiene. L'Infanta è liberissima di rotolarsi nel giardino pozzangheroso, di giocare con la farina finché non ne ha piene le orecchie, di disseminare pezzetti di lego sul pavimento (ahi).

Ma non rompere lo dice alle amichette, se ci tiene, non alla mamma.

E uffa ora non ho voglia, lo dice magari alla mamma, non alla maestra.

Perché Seavessi non ci vede proprio niente di restrittivo, nessuno tarpamento di ali o costrizione della personalità nell'insegnare che ci sono diverse persone con diversi ruoli, e che bisogna pian piano imparare a a relazionarsi in modo diverso con ognuno.
In definitiva, che troppa confidenza porta via la riverenza, cosa che devono imparare i bambini e magari la imparassero molti adulti.

Poi ovviamente c'è il fuoco amico.

Seavessi casa, mattina presto, interno quasi giorno.

Revoluciòn, già vestita sgomma per casa sul potente mezzo. Dicesi potente mezzo il triciclo senza pedali ricevuto a Natale e subito eletto Migliore Amico.

Seavessi cerca di preparare la colazione. MaritoNP è sotto la doccia. L'Infanta dorme ancora.

Revoluciòn _mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? 

Seavessi _amore arrivo un momento...


Revoluciòn _mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? 

Seavessi _arrivo, aspetta che mi scappa il latte... amore arrivo... MARITONP SEI ANCORA SOTTO LA DOCCIA? DAI UN'OCCHIO ALLA PICCOLA?


Revoluciòn _mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma?  mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? mamma? 

Seavessi (mollando lì il latte che scapperà appena lei esce dalla stanza incrostando anche i fornelli della vicina) _eccomi amore, cosa c'è?

Revoluciòn (ridendo) _PRRRRRRRRRRRRRR

Seavessi (oltraggiata) _MARITOOOOO hai sentito??? Ma dille qualcosa, non ha neanche un anno fa già la spiritosa!

MaritoNP (emergendo dal bagno, guarda Revoluciòn severo) _Revoluciòn non si fanno le pernacchie...

Seavessi _ecco diglielo!

MaritoNP _... si dice CIUPA!!!!!






mercoledì 9 gennaio 2013

L'eroa.

A volte gli eroi - meglio, i nostri eroi - sono persone lontane, filosofi, scrittori, perfino qualche politico (non recente, naturalmente). 
A volte sono persino inesistenti. Come Dylan Dog o il Grande Bastardo.

A volte invece si nascondono nelle pieghe di una giornata qualsiasi, facce che non ricorderemo, ma che per un gesto, una frase, un'espressione rimarranno nella nostra privata hall of fame.

Sconosciuti a cui facciamo ole mentali e a cui chiederemmo l'autografo.

Ambulatorio vaccinazioni, mattina, interno giorno.

Tutto è molto tranquillo. Un cinque o sei bimbi, mamme nonne e papà accompagnatori, chi aspetta di passare chi aspetta il quarto d'ora per poter andare.
C'è un'altra mamma senza aiuto da casa, oltre a Seavessi. Mora, giovane, se ne sta seduta tranquilla con un'altrettanto tranquilla bimba di forse un anno, vestita con una tuta rosa confetto con grandi scritte GIRL in fucsia glitterato su  felpa e pantaloni, scarpe di barbie, mollette rosa in testa. Alcuni neon rosa a forma di freccia e di scritta FEMMINA lampeggiano discretamente intorno alla bimba.

A turbare la pace entra una coppia di nonni con un bimbo.
Dimentichiamoci subito del nonno e del bimbo, erano normalissimi e non scocciavano nessuno.

La nonna.

La nonna è vestita tipo Capodanno al Casinò, total black, tacco 12 gonna stretta giacca di pelliccia nera con cintura di strass. Cofana in testa, orecchini Madonna-di-Oropa style e truccata che la Clio direbbe beh, non esageriamo però.
E va beh, sarebbe niente. Il fatto è che cotanta nonna entra  e comincia a cercare di attaccare bottone per magnificare le virtù del nipote. E non smette. Aaaaaaaaaaaahhh giuseppetto vedi i bambini col ciuccioooo, vedi che tu il ciuccio non l'hai preso maaaaai, giuseppetto vedi il bimbo (un gnappetto di due mesi) che piccolo, invece tu cammini giàààààà...

Non ottiene un gran successo di pubblico. Si volta verso Seavessi cercando uno sguardo complice e ottiene una pernacchia di Revoluciòn.

Si gira verso la mamma Mora con la bimba in rosa.

_Aaaaaaaaaaaaaaaahhhh signora che amore... ma (sentite il capolavoro) E' UN MASCHIETTO???

La mamma Mora alza gli occhi dal depliant che sta guardando.

Fa una pausa di un milionesimo di secondo.

Sorride a 32 denti.

E dice dolcemente _Sì.

E torna a leggere il depliant.



Un'eroa.



lunedì 7 gennaio 2013

Lo specchio

Seavessi non ama gli specchi.

Non la riflettono mai com'è, riflettono solo occhiaie e rotoli di ciccia e capelli a spinacio, quando magari dentro c'è una Seavessi stanca ma contenta. 
Neanche quando Seavessi era dimagritissima e si truccava per bene, neanche allora gli specchi la riflettevano, gli occhi nello specchio non erano mai convinti. Ma tu saresti me? Sì? Sicura? Non proprio, vero?

Nei periodi brutti brutti, tipo il primo anno di vita dell'Infanta, Seavessi si spaventava da morire, perché passava davanti allo specchio dell'ingresso e non si riconosceva, ogni volta si trovava davanti un'estranea. Un'estranea spaventata.

Probabilmente è per questo che nelle storie di magia gli specchi hanno così tanta parte, perché anche se sappiamo che è solo vetro, non ne siamo poi così sicuri che sia tutto lì, c'è la vocina del cavernicolo dentro di noi che dice attento, questa robaccia ha a che fare con l'anima, gira largo.

Questo per dire cosa.

Che stamattina Seavessi ha mollato tutto il casino post vacanze, addobbi da togliere, giochi da riordinare, cioccolata da nascondere, ha mandato tutto a ramengo e una volta instradate le figliole sulla via dell'istruzione che è la chiave per un futuro migliore, apre la mente e fa altre fantastiche cose ai nostri teneri rampolli, dicevamo Seavessi ha chiuso la porta sui suoi casalinghi doveri ed è andata in palestra.

E nel mentre che faceva le dolorosissime torsioni col busto, ha alzato gli occhi e si è vista nello specchio.
Con le occhiaie.
E la ciccia.
E i capelli tipo insalata riccia.

Ma indubbiamente, nello specchio c'era lei. Che ricambiava un sorriso stupito, ma. 
Amichevole.


Amichevole.

Ciao, me. 

Non molto forse, ma un buon inizio.

sabato 5 gennaio 2013

Luce

In un impeto di casalinghitudine ho tirato via le tende della cucina e lavato i vetri.

Prima di fare partire il chissene, sapevatelo che in cucina mia ci sono quattro finestre e una portafinestra, esposte tutte a sud.

E ora la cucina è inondata di luce.

E io anche.

Per la prima volta dal 24 dicembre, anche io sono inondata di luce.

E siccome s'è detto che il blog ripartiva senza pretesa alcuna, allora posso anche scrivere solo questo.

Che anche io sono inondata di luce.




venerdì 4 gennaio 2013

Illusioni e disillusioni

Ogni tanto Seavessi si mette in testa di essere una mamma vera.

Ciò nonostante tutti gli indizi puntino in senso contrario, ogni tanto Seavessi ci crede - normalmente queste impennate di fede coincidono con riordini maniacali di casa con annesso buttamento di quasi tutto quello che viene sottomano.

Seavessi ci crede, più che altro per dare un senso agli urlacci _io sono tua mamma non tua amica!!! che l'Infanta periodicamente riceve al quarantaduesimo rifiuto consecutivo di fare qualcosa.

Seavessi ci crede, nonostante Revoluciòn si faccia delle risate di cuore davanti alla faccia disgustata di Seavessi medesima davanti al pappone con omogeneizzato (perché Revoluciòn ha un dente e mezzo per un totale di 3 mm totali di dentatura, non le si può ancora dare il cinghiale stufato che mangerebbe volentieri).

Seavessi ci crede nonostante le altre mamme sembrino tutte più calate nella parte, nonostante NonnaG le riconosca l'autorità materna che si riconoscerebbe a una cocorita.

Ogni tanto Seavessi ci crede. Ché, infine, essere una brava mamma non le dispiacerebbe affatto. 

In buona sostanza.

Capita a volte che Seavessi si convinca di essere una buona mamma, di quelle che per cena mettono in tavola cene serie.

Capita a volte che Seavessi si convinca di essere in grado di fare l'arrosto.

Seavessi casa, tardo pomeriggio, interno sera.

Seavessi guarda perplessa l'arrosto crudo. naturalmente si tratta di un pezzo di carne sommamente inadatto a farci l'arrosto, ma tant'è, MaritoNP e l'Infanta si lasciano convincere ad assaggiare se e solo se l'arrosto n questione è una specie di scarpone da trekking abbrustolito.

L'arrosto dal profondo della marinata guarda Seavessi, deciso a vendere cara la pelle.

Seavessi soffrigge. 

Seavessi si accorge che la pentola è troppo piccola. Medita brevemente di tagliare in due l'arrosto, poi cambia pentola grugnendo.

Seavessi mette l'arrosto nella nuova pentola per rosolarlo.

Seavessi si dimentica dell'arrosto.

_mammaaa c'è fumo!!!!!

Seavessi gira l'arrosto. L'arrosto ne approfitta per rifiutare di girarsi,  e poi fare una giravolta improvvisa schizzando soffritto sui fornelli puliti.

_mammmaaaa non dire queste parole!!!!

Seavessi rosola il secondo lato dell'arrosto. Che si brucia.

Seavessi dice altre parole brutte sottovoce e cambia fornello. Incolpa il fornello, naturalmente.

Seavessi ha finito di rosolare l'arrosto, punzonandolo malevola col forchettone.

Seavessi aggiunge il vino bianco per sfumare. Il vino bianco per motivi suoi personali fa partire fumi tipo concerto di Vasco e schizza olio su un braccio a Seavessi che reagisce all'ennesima provocazione cercando di uccidere l'arrosto.

Driiiiin driiiin

_Infantaaaaa porca miseria rispondi tu per favoreee! AHIA!!! Dov'è il coltellaccio? Dov'è????

_Ok mamma.... ciao papà!!!! no va tutto bene!!! Papà vai a prendere la pissa stasera????



Seavessi ogni tanto ci crede. La bambine, per fortuna, no.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...